De’ Longhi, ora esaltati la matricola terribile prova il blitz a Cantù

La matricola impertinente sul campo di una società fra le più gloriose d’Italia: Treviso a Cantù, anzi a Desio: la novità contro la storia. Una di quelle trasferte fatte apposta per esaltare lo spirito, la voglia di emergere di un club e una squadra che comunque si stanno facendo rispettare in un mondo ancora in gran parte inesplorato. Cantù è squadra rognosa, in ascesa, ma non superiore ad una De' Longhi che elle ultime due partite ha mostrato tutto ed il suo contrario: discese ardite e risalite, a dirla come Lucio Battisti: vantaggi e svantaggi abissali, rimonte subite e fatte. Ecco, oggi per conquistare la seconda vittoria in trasferta ci vorrebbe più equilibrio, meno alti e bassi, un rendimento più continuo.
Anche perché i brianzoli nutrono un grande rispetto verso TvB, basta leggere cosa dice uno degli avversari storici della Benetton, Cesare Pancotto. «È una neopromossa di alta classifica, lunga, talentuosa, equilibrata e con un bravo allenatore, composta da giocatori forti sia sul perimetro sia nell’area dei tre secondi. Affrontiamo un’avversaria dalla tradizione altissima, proprio come città, come piazza. È una società tutta nuova che, però, ha ereditato il dan di quella Treviso che non c’è più e per tale intendo quella sponsorizzata Benetton. Treviso trasuda storia ed è una piazza che ha fatto parte del mio percorso. In carriera ho avuto il privilegio di ammirare da vicino giocatori illustri come Tony Kukoc e Vinny Del Negro, campioni assoluti sia in Europa che in Nba. Treviso è storia e cultura, ed è un piacere ritrovare questa piazza ma è anche una responsabilità, oltre che una difficoltà in più». Ragland torna da voi dopo 5 anni. «È un elemento utile per migliorare la crescita della squadra, un giocatore in grado di portare energia, entusiasmo, leadership, capacità tecnica e conoscenza del gioco, oltre che aggiungere la sua esperienza maturata nel nostro campionato. Sarà una vitamina quotidiana per tutti, che non deve però interrompere il percorso di crescita che questa squadra stava già compiendo, semmai migliorarlo».
Senza Jordan Parks (non è detto che rientri il 27 contro Sassari), almeno quello visto domenica scorsa, Treviso perde in atleticità e pericolosità da fuori, ma alle assenze coach Max Menetti ci ha fatto il callo: non si è lamentato quando fuori ne aveva tre, non lo fa adesso che gliene manca uno solo. La ricetta è sempre quella, applicata finora in maniera vincente solo a Roma, anche se in tutte le altre volte ha fatto sfiorare il colpo: innanzitutto ferrea concentrazione ed applicazione difensiva, quella del secondo tempo contro Reggio, attaccare senza fretta per trovare buoni tiri, anche da tre perché i tiratori ci sono, contro un avversario mediamente più grosso fisicamente, quindi portato ad aggredire per poi scatenarsi in contropiede. Insomma riuscire a restare attaccati alla partita: contro la Fortitudo, Cantù sembrava padrone del campo ma alla distanza si smarrì. Può essere un indizio da sfruttare. —
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