De’ Longhi, il coraggio non basta A Brindisi il calice va di traverso

TvB ha grinta e orgoglio, ma stenta in attacco senza Fotu, Cooke e Nikolic. Bella rimonta da -14, allo sprint manca lucidità
Uglietti Lorenzo Happy Casa Brindisi vs De' Longhi Treviso Lega Basket Serie A 2019/2020 Brindisi, 29/12/2019 Foto L. Pòrcile
Uglietti Lorenzo Happy Casa Brindisi vs De' Longhi Treviso Lega Basket Serie A 2019/2020 Brindisi, 29/12/2019 Foto L. Pòrcile



Ancora una sconfitta in trasferta, ancora tante difficoltà. Ancora, soprattutto, il coraggio e l’abnegazione, doti riconosciute a Treviso Basket che anche senza tre pedine fondamentali riesce comunque a dimostrare orgoglio e grinta contro un avversario abituato a giocare ad altri livelli. La reazione dopo la pesante sconfitta interna con Sassari c’è e si vede, di questo coach Menetti non può che essere soddisfatto. Mancano ovviamente i punti in classifica all’appello ma quella è una questione ben differente e che va spiegata esaminando le contingenze della situazione. Il -7 del PalaPentassuglia è risultato nel complesso corretto e commisurato al confronto tra una squadra di A dotata di almeno cinque stranieri ed una neopromossa di A2 che presenta sul parquet il nucleo italiano della promozione ottenuta sei mesi fa, due ragazzini del vivaio e due americani: nulla che avrebbe destato scandalo fino ad un quarto di secolo fa, ma oggi il basket è differente e le assenze tra gli stranieri assumono una precisa rilevanza. Specie se uno di questi è il metronomo della squadra, se il secondo mancante all’appello è un valido appoggio nel reparto lunghi e se il terzo elemento conferisce solidità alla difesa sul perimetro ed imprevedibilità tattica in attacco. “Gioca chi c’è” è il mantra di Menetti per situazioni come queste.

E nell’ennesima emergenza stagionale la sua Treviso gioca bene, almeno per i primi venticinque minuti in cui l’equilibrio è sostanziale, complici anche le difficoltà di Sutton, innesto recente dell’Happy Casa, a prendere le misure con la nuova squadra. Certo, Logan deve ancora una volta fungere da boia ed impiccato e le sue energie vanno centellinate, eppure il risultato complessivo non è disprezzabile. Anche la scelta di far partire Tessitori dalla panchina è piuttosto positiva, visto che il pisano cresce col passare dei minuti evitando soprattutto di commettere ingenuità in retroguardia. Ovviamente occorre sempre fare i conti con l’avversario di turno. Quando Banks inizia a carburare coinvolgendo i compagni, la partita della De’ Longhi si tramuta in una scalata verticale su parete ripida e con pochi appigli.

Dall’equilibrio di metà gara si passa ad un vantaggio sempre più ampio per i pugliesi che, complice una zona biancoceleste obbligata da falli ed assenze, trova spazi sia dall’arco dei 6.75m che nel pitturato specialmente su rimbalzo offensivo. Treviso imbarca acqua e tocca il fondo sulla bomba di Stone a metà ultima frazione per il -14 (76-62). Potrebbe essere il segnale di resa completa, l’anticamera di un nuovo passivo di enormi proporzioni. Invece Tvb ha la forza mentale di restare in partita, anche a dispetto degli errori: si spiega così il break di 12-2 che in tre minuti di gioco riporta la De’ Longhi in vista degli avversari, zittendo per un istante il PalaPentassuglia con la bomba di Chillo del 78-74. C’è dell’altro: la banda Menetti avrebbe pure la palla del potenziale -1 ad una manciata di secondi dal gong ma il tiro dall’angolo di Parks viene sputato dal ferro.

Il 2019 di Treviso Basket si chiude qui, con una sconfitta all’insegna dell’orgoglio. Un ossimoro che in realtà è un ritratto fedele della situazione, tanta sfortuna ma altrettanta voglia di lottare a prescindere dalle difficoltà. Premesse ottime per un buon inizio di anno nuovo, sperando che la Befana regali buone notizie all’infermeria trevigiana. —



Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso