Che Leoni nel fango Zebre in ginocchio all’ultima mischia

Il Benetton vince a Parma nonostante una raffica di gialli sventolati da Mitrea I piazzati di Violi graziano Treviso, Faiva trova il pertugio giusto, Keatley è glaciale
Guinness PRO14, Stadio Sergio Lanfranchi, Parma PR, Italy 21/12/2019 Zebre vs Benetton Rugby Benetton's Ian Keatley celebrates Mandatory Credit ©INPHO/Giuseppe Fama
Guinness PRO14, Stadio Sergio Lanfranchi, Parma PR, Italy 21/12/2019 Zebre vs Benetton Rugby Benetton's Ian Keatley celebrates Mandatory Credit ©INPHO/Giuseppe Fama

PARMA. Cinque minuti davanti alla linea di meta, e allo scadere ancora con l’uomo in meno - Quaglio, terzo giallo del derby (nessuno delle Zebre): il Benetton ha 5 punti da difendere, ma è sull’orlo del ko sommersa di fischi e cartellini da Mitrea, che forse a quel punto valuta anche gli estremi della meta tecnica.

Ma quando sta per profilarsi un altro finale amaro, possibile capolinea di una stagione sin qui deficitaria, ecco il capolavoro dei leoni: tre mischie arginate in inferiorità, tutti a immolarsi sulla fatidica linea bianca dell’ultima trincea, finché Steyn, al minuto 84 e 30 secondi, imbraga Tarus e gli fa commettere in avanti.

Tripudio del Benetton, che s fa suo un derby nato malissimo e complicatosi per un’ora, e poi tornato in bilico nel drammatico finale. La conferma che Treviso soffre questo match in maniera patologica. E dev’essere un record internazionale vincere un match con 3 gialli a carico contro zero, e con oltre il doppio di fischi contro (15 a 7 per i parmigiani).

La strategia iniziale di Treviso si è rivelata ben presto controproducente. Un poi perché il campo lo hanno perso Le Zebre, molto più abili nella raccolte e nel ping pong, un po’ perché Mitrea ha cominciato a castigare l’indisciplina biancoverde. Buon che Violi abbia vissuto una giornata amarissima, - primo errore dopo 3’, sprecando tre piazzati non impossibili. Tabellino inchiodato per 38 minuti sullo 0-0. Keatley ha ignorato i trequarti (nessun pallone a Ratuva per 40’, figurarsi le ali), e per i leoni due sole incursioni nei 22. Sulla prima, penalità contro immediata, sulla seconda bella incursione profonda di Negri ma poi Faiva perdeva ruck con Fischetti. Il resto era monologo zebrato, con break profondo di Licata alimentato da Canna sbrogliato in ottava fase a Treviso, che peraltro era abilissima a non pagare dazio sul giallo a Riccioni (25’, e per lui anche due avanti involontari su touche non impeccabili, il primo in difesa...). Prima del riposo, il penalty sotto pali che Violi non poteva proprio sbagliare: 3-0. Era il settimo calcio fischiato aTreviso, che a favore ne ha aveva avuto solo uno.

Su queste basi con prospettive inquietanti, un break di Ratuva diceva che Treviso cambiava almeno la sua pelle. C’era anche il primo drive da touche, poi i primi calci, 0 con Mitrea che non estraeva alcun cartellino su Nagle che stendeva in aria Hayward (ma perché i leoni in Europa in situazioni analoghe, rimediano sempre rosso?). Al quarto d’ora, Keatley ignorava i pali e spediva in penaltouche, per lo sfondamento finale di Faiva dal drive (3-7). Era la svolta, sullo slancio il Benetton allungava (3-10), vedeva la prima linea prendere il sopravvento, ma poi pensava di aver ipotecato la sfida. Nossignori: giallo ad Halafihi, per avanti volontario (ma stava impostando il placcaggio, lo si vedeva chiaramente…), arrembaggio delle Zebre, che segnavano con Manfredi da maul. Pareggio? No, Violi, sbagliava incredibilmente la trasformazione. Treviso ringraziava, si riportava in avanti a metteva in saccoccia tre punti d’oro con Keatley (8-13). Fatta allora? Nemmeno stavolta. Altra serie di calci contro, ed era l’assedio nei 22…. Finita bene. Ma perché si deve sempre soffrire così? —

A.P.



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