Che batosta Sassari riporta la De’ Longhi sulla terra

Il Palaverde (sold out) non basta contro una squadra stellare TvB senza Nikolic e con tanti acciaccati non ha le armi giuste



Altro pianeta. Sassari in questo momento è la squadra più forte in Italia, la più completa e dotata di una mentalità da grande, davanti alla quale bisogna solo tirarsi giù il cappello. Pozzecco sarà pure poco simpatico con i suoi atteggiamenti plateali ma ha costruito un meccanismo davvero senza punti deboli, capace sempre di costruirsi un buon tiro con la palla che circola a 100 all’ora. Ed che ha tutto per ripetere quel “triplete” che David Logan conosce fin troppo bene. E la De’ Longhi? Ha fatto ciò che ha potuto: l’assenza un po’ imprevista di Nikolic, le condizioni tutt’altro che buone di Cook e Fotu, oltre ad una palese inferiorità tecnica, non le hanno lasciato scampo. Addio striscia di 5 vittorie, la punizione è stata tremenda perché la Dinamo ha continuato a imperversare anche con i panchinari. E oggi si vola in casa di un’altra grande, Brindisi.

S’è visto subito che Sassari voleva sistemare la faccenda il prima possibile, ad un 5-0 tutto di Spissu, TvB replica con un 7-2: micce accese. E Tex a due falli dopo nemmeno 4 minuti. Ed un tap in di Parks firma il primo (ed unico) vantaggio De Longhi: 9-8. Sassari è terribile da tre, colpisce anche Bilan, ai sardi non puoi lasciare un cm che ti puniscono. Arriva inevitabile il primo break, 24-12 al 7’ con 5 di Evans e 3 di Jerrells. Treviso senza Nikolic non ragiona, non ha pazienza, pochissime le palle pere i lunghi, si abusa del tiro pesante, cosicchè la Dinamo in un battibaleno si arrampica a +13 con medie pazzesche: 5/6 da tre, 5/7 da due. I nostri, ovvio, ci mettono tutto l’agonismo possibile ma sinceramente contro un avversario che non sbaglia praticamente mai non c’è nulla da fare. Piovono altre triple nel canestro di casa, quelle di Jerrells e Vitali (e siamo 7/8) spezzano in due il match: 41-20 al 14’ e gara dunque già ipotecata: di fronte stavolta non c‘è Reggio Emilia… Brutte scelte quelle della De’ Longhi, si sparacchia senza costrutto. E farlo contro l’avversario più in forma della A vuol dire harahiri.

Menetti allora ordina di alzare la pressione, cioè mettere pure le mani addosso che tanto non c’è più nulla da perdere ma figuriamoci se, pur nella bagarre, Sassari riesce a perdere la testa: bomba di Jerrels e via. In verità il trend al 16’ tende un attimo a mutare: le triple di Logan e Alviti portano un -14 che in teoria potrebbe aprire uno spiraglio. Potrebbe: Sassari risponde con un 4-0. Imbrò, serata di scarsa vena e già a due falli, costringe il 37enne Logan agli straordinari. Ad inizio ripresa in pochi secondi il tecnico a Pozzecco e l’antisportivo a Parks fanno capire che la tensione è sempre viva, il problema è che la Dinamo siglia immediatamente il +24: ricomincia il tormento. Qui si rischia la debacle storica, Logan, si vede che da ex ci tiene a far bella figura, da solo cerca di tenere il divario in termini dignitosi. Poi 5 di Tex per il -16 e time out del Poz, che puntuale risponde con un 6-0.

Ed insomma ora l’obiettivo comprensibilmente è impedire che i sardi arrivino a 100. Non si impietosisce lo scarso trio in grigio, che a babbo morto continua a fischiare all’impazzata: il terzo tecnico della serata tocca a Menetti. La De’ Longhi comunque rosicchia qualcosa (64-79 al 32’) ma ovviamente si ferma lì. I tifosi di Sassari chiedono i 100 punti, li accontenta Bucarelli dalla lunetta. Ed alla fine Palaverde (sold out) tutto in piedi ad applaudire lo stesso. Coraggio, ora cerchiamo di finire bene un anno comunque fantastico, anzi proprio storico. —



Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso