CAMPIONI DEL MONDO Pantere nella leggenda con la superstar Egonu

«Campioni del mondo». Lo volevano urlare a Istanbul, metropoli da 15 milioni di abitanti, ponte tra Occidente e Oriente. Invece lo fa Conegliano, 35 mila anime, diventata brand mondiale prima per il Prosecco e, ora, con le sue pantere vestite di gialloblù, le ragazze del volley. L’Imoco, società diventata perfetta sintesi di quel modello NordEst che tanto in alto ha fatto conoscere il nostro territorio, ha messo insieme una squadra che ne è quasi l’opposto, con un coach come Daniele Santarelli diventato il Re Mida della situazione, la più straordinaria giocatrice in circolazione (Paola Egonu, se fosse servito precisarlo) a trascinare con un gruppo multietnico (e con cinque “nuove italiane”) che si frequenta in campo e fuori, con coinquiline che vivono tutte all’Imoco Village diventate migliori amiche. Tutte alchimiste, in grado di sintetizzare un inchiostro indelebile per vergare una nuova pagina sportiva che, da queste parti, mai s’era scritta. Di più, mai nessuna squadra di club veneta ha potuto vantare il titolo di campione del mondo.
Centra, sì, l’oro delle bollicine (una corazzata del genere, armata dalle famiglie Maschio, Garbellotto e Polo, non si costruisce in due minuti, e mette sul piatto un budget di almeno 3 milioni di euro), ma non va molto lontano senza un pubblico scatenato (nella pallavolo, dati alla mano, è il migliore d’Europa), con 6 appassionatissimi che hanno seguito le tracce di Marco Polo arrivando fino in Cina, e lì hanno pure fatto proseliti, mentre nella Marca ci si cingeva il collo con le sciarpe gialloblù.
È il primo trofeo internazionale per la squadra di Conegliano - con l’Italia che aspettava il Mondiale da 27 anni - che ha scelto di vendicare in un colpo solo i colpi di scimitarra inflitti da Istanbul in Champions League (due volte il Vakifank, che sabato in semifinale è stato rimontato in quello che passerà alla storia per il tie-break più clamoroso di sempre, con nove match point annullati dalle pantere) e dalle altrettante ferite inflitte dalla serba Boskovic alla nazionale italiana (l’ultima finale mondiale e l’ultima semifinale europea), anche se da ieri lei, l’anima dell’Eczacibasi, non è certamente più la più forte al mondo. Paola Egonu, nata a Cittadella, ha compiuto l’upgrade decisivo proprio sotto casa, e ieri è stata in grado di switchare dopo che le turche avevano rimontato e vinto il primo set. Ma quando lei è salita in cattedra, non siamo smentibili, non c’è stata partita.
E ora, chiaramente, non finisce qui. Perchè l’Imoco ha già vinto Supercoppa e Mondiale, ma ora si candida a centrare un clamoroso grande slam: a febbraio c’è in palio la Coppa Italia e in maggio scudetto e Champions League. Nulla sembra impossibile per una squadra imbattibile (5 vittorie su 5 in Cina, ma siamo a 17 consecutive da inizio stagione), attesa già stasera in aeroporto e poi domenica al Palaverde dall’inchino di un territorio che aspettava loro, le pantere, per finire sul tetto del mondo. —
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