Benetton, Premiata la rimonta
Al PalaVerde Chalmers mette la bomba del sorpasso sulla sirena: Montegranaro ko. E ora Vitucci consegna la squadra al turco Mahmuti

PRANDI VILLORBA BENETTON - PREMIATA MONTEGRANARO IN FOTO SORAGNA AGENZIA FOTOGRAQFICA FOTO FILM
Questa volta ci hanno creduto fino in fondo e la fortuna ci ha messo lo zampino. A 10 secondi dall’ultima sirena, con Montegranaro sul 79-78 e in possesso di palla per una stupidaggine incredibile combinata da Soragna (ieri tra i migliori dei casual), Vitali va in confusione e ricambia il favore: Mordente gli ruba palla sotto il naso, passa a Gaines, l’americano vede Chalmers dalla parte opposta in posizione giusta e gli rifila un pallone da chilo. Lionel lo tocca appena e alza la parabola mentre il tempo in campo sembra essersi fermato. E’ la bomba del +2, quella dell’ ultimo sorpasso, quella che fa esplodere il Palaverde.
La sirena è coperta dall’assordante boato del tifo biancoverde. E’ la vittoria: 81-79. E Vitucci consegna così a Mahmuti una squadra, finalmente, vincente. Una Benetton che tocca il fondo ma riesce a rialzarsi, a scrollarsi di dosso la «scimmia» della sconfitta, a buttarsi sull’ultima palla come se fosse quella dello scudetto: così ha vinto. Grazie anche a Chalmers, il furetto che ancora deve conquistarsi l’affetto del tifo biancoverde, che ha fatto quel che sa fare: tirare.
Una partita in bianco e nero: tutto bene da una parte (Montegranaro) tutto male dall’altra (Benetton) nel primo tempo. Poi a giochi invertiti, con un finale da brivido che però ha dato ragione a chi ci ha creduto di più. I ragazzi di Vitucci non potevano non crederci, ma sono stati comunque bravi a non ricadere negli errori di Udine, di Pau, della partita con Milano e Roma. Montegranaro, che aveva già intonato la marcia trionfale alla fine dei primi 20 minuti, ha avuto il torto di scomparire per un tempo intero. Quando ha perso gioco e lucidità mentale: i punti, in qualche maniera, li ha recuperati, ma non la tranquillità e la mentalità vincente. Ed è stata severamente punita.
«Via Ramagli, basta alibi»: per il tifo trevigiano la partita si apre così. Per i giocatori (in campo Chalmers, Mensah Bonsu, Gigli, De La Fuente) è già quasi incubo dopo i primi minuti. Cinque palle perse di fila in attacco dalla Benetton (con Chalmers che per due volte viene fermato dall’arbitro per palla accompagnata) danno altrettanti vantaggi ai gialloblù della Premiata: Thomas, Ford e Amoroso spingono, e Minard riesce pure a spaccare il canestro che subisce tutta la potenza di una sua schiacciata: 10-2 per gli ospiti. Vitucci cambia tutto il quintetto ad eccezione di Gaines ma di fatto cambia poco. E’ sempre Montegranaro che detta i tempi e mantiene il distacco, anche se Minard subirà due falli antisportivi. Mordente ha uno sprazzo di lucidità, ma subito Thomas & C. puniscono. Chiudono i gialloblù sul 15-19.
Il secondo quarto è ancora peggio del primo. Benetton non riesce a fare un’azione corale in avanti e a difendere un minimo. Regge l’impatto per due minuti, si porta anche a due punti dai gialloblù (21-23) ma i marchigiani allungano il passo e sono ancora avanti di 9. E’ il momento magico di Amoroso che dall’alto dei suoi 2,04 riesce a trovare il tiro da tre e a palleggiare in area senza che nessuno dei casual riesca a fermarlo (12 punti alla fine del tempo). La Benetton si fa sempre più piccola e Thomas non dà requiem: 27-40 a 1 minuto dall’intervallo. Gaines e Bonsu ricuciono ma nessuno dei biancoverdi pensa di fermare Vitali che da otto metri fa l’ultimo lancio e infila la superbomba del 46-34.
Negli spogliatoi Vitucci «va fuori di sè» e, com’è come non è, in campo si vede un’altra Benetton. Che comincia a trovare qualche schema, che è aggressiva in difesa. Incalzano Gaines (buono il suo debutto) e Soragna. Gigli blocca (finalmente) Amorso e Ford e lo svantaggio si limita a 5 punti. L’inerzia è a favore dei padroni di casa che fanno il sorpasso con Chalmers e allungano con Mordente. Ultimo quarto con Soragna che porta il + 13 (71-58). In due minuti i marchigiani si rifanno sotto con Thomas e Garris dalla lunetta. Partita ancora aperta. Vitucci vuole questa vittoria: chiama i suoi. Che obbediscono.
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