Pantere, road to Istanbul: sabato 2 maggio la semifinale di Champions
Conegliano e Vakif tornano a sfidarsi dopo due anni in Europa. Nei dieci scontri diretti i due club ne hanno vinti cinque a testa. Finale e finalina in programma domenica 3

Secondo molti è la finale anticipata della Champions League 2026. Conegliano e Vakifbank tornano ad affrontarsi a più di due anni distanza dall’ultimo scontro diretto. In palio sabato 2 maggio alle 16 c’è un posto per la finale del titolo europeo, quello che le pantere detengono da due anni e che nelle due edizioni precedenti era finito nella bacheca delle giallonere.
Lo scontro fra titani del volley è presto descritto dalle presenze tra le migliori quattro d’Europa nell’ultimo decennio. Il Vakif ha mancato l’appuntamento una sola volta (2024), giocando sei volte per il titolo, vincendone quattro.

In semifinale ha avuto la peggio contro Eczacibasi (2015), Novara (2019 e Scandicci (2025). Conegliano, che dal 2015 ha partecipato a otto edizioni, due in meno rispetto al club turco, è arrivata sette volte tra le prime quattro, alzando il trofeo tre volte su sei finali giocate. Sarà la decima sfida tra i due club, col bilancio di 5 vittorie gialloblù, le ultime tre consecutive.
L’ultimo successo giallonero fu la finale di Lubiana. Per cinque volte questa partita è valsa un titolo (tre Champions e due Mondiali). Per la terza volta sarà una semifinale, dopo quella europea di Bucarest del 2018 e quella iridata di Shiaoxing del 2019, concluse entrambe al tiebreak con grandi altalene di emozioni. Solo la finale di Champions giocata al Palaverde nel 2017 finì in appena tre set, quattro volte è servito il quinto, altrettante è finita 3-1.
Per gli scaramantici Conegliano ha prevalso solo due volte su nove nel primo set, ma vincendo sempre la partita. Gli altri tre successi li ha dovuti costruire in rimonta. Si annuncia dunque una partita equilibrata, al culmine di una stagione che i due club hanno vissuto in parallelo.
Sconfitte entrambe 2-3 in Supercoppa ad ottobre, rispettivamente da Milano e Fenerbahçe, hanno poi intrapreso un cammino dominante in campionato e in Champions, conquistando agevolmente il primo posto in regular season nazionale, entrambe con una sola sconfitta (sempre Milano per le pantere, l’Eczacibasi per il Vakif), e dominando il girone europeo senza sconfitte. Anche la Coppa nazionale è entrata nelle rispettive bacheche nel segno dell’imbattibilità.
Ai playoff per il campionato le difficoltà cono arrivate in finale, chiusa in quattro gare da Conegliano e in cinque dalle turche, ancora contro il Fener. L’accesso alla Final Four di Champions è passato dai quarti contro Zeren Ankara (3-0 e 3-2) e contro Milano (doppio 3-2). Il bilancio complessivo parla di 47 vittorie e 5 sconfitte per la squadra di Santarelli, di 44 vittorie e 5 sconfitte per quella di Guidetti. Dal punto di vista tecnico le differenze sono minime, almeno guardando le medie stagionali. Al servizio prevale di poco il Vakif, grazie a un minor numero di errori (7,8 contro 10,3) e una media migliore di aces (4,1 contro 3,6). La ricezione vede avanti piuttosto nettamente le pantere, sia per la positiva (56% contro il 40% delle avversarie), sia per la perfetta (33% contro 20%).
Il muro conta una decina di punti a gara per le giallonere, poco più di 8 per Conegliano. Qui inciderà molto, prima dei punti diretti, il numero dei palloni rigiocabili in fase break. Sono sostanzialmente in equlibrio i valori degli attacchi con una positività al livello del 48%, con pochi decimali di differenza. Vanno meglio le pantere come efficienza (38% contro 35%), segno di un numero minore di errori diretti. Le individualità sono di altissimo livello da entrambe le parti. Tutte si inseriscono in sistemi di gioco di grande coralità.
Sono intorno ai 18 punti realizzati di media a partita i due opposti Isabelle Haak e Tijana Boskovic, ma con potenziali per entrambe molto più alti. Le due ricevitrici e schiacciatrici del Vakif, Markova e Cazaute, hanno caratteristiche equiparabili a Zhu e Gabi. Le due pantere hanno un maggior equilibrio in ricezione, ma pagano qualcosa contro il muro avversario.
Al centro Gunes e Ogbogu, come Fahr e Chirichella, garantiscono una quindicina di punti a partita e un grande apporto a muro, più di un terzo del totale. Le regie di Ozbay e Wolosz, con stili e ritmi completamente diversi, le difese dei liberi Aykac e De Gennaro saranno i collanti di una sfida appassionante e senza una vera favorita.
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