Benetton Basket, i primi verbali

Le dichiarazioni di Ronzani: Petrucci amico di Benetton
L’imbarazzante quadro della situazione emerge dalla intercettazioni e dagli interrogatori. Protagonisti Ronzani, il funzionario del Coni Stefano Bovis, il presidente della FederGolf Franco Chimenti, i componenti del collegio arbitrale del Coni Maurizio Benincasa, Marcello Foschini, Tommaso Frosini, Guido Cecinelli, Luigi Fumagalli. Le pressioni. (12/05/07) «In una conversazione con Ronzani, Tommaso (Frosini, ndr) chiede se ha avuto pressioni dal Coni. Ronzani conferma, specificando che a seguito del suo diniego loro si sono rivolti a Cecinelli (componente del collegio arbitrale del Coni, ndr). Ronzani spiega che alla fine avevano deciso che la penalizzazione da attribuire alla società Benetton era di 15 punti». Qualcosa poi, evidentemente, è cambiato. Cecinelli non si muove. Sempre Ronzani davanti al pm Gestri, racconta un dettaglio vissuto dopo la camera dell’8 maggio: «Io ero convinto per una sanzione massima, cioè di 15 punti, ne abbiamo discusso con gli altri componenti e vi era la posizione di Cecinelli che sosteneva l’opportunità dei 12 punti». Cambio di direzione. Dopo una telefonata di Cecinelli (si ipotizza con Bovis, consigliere di Petrucci) si torna in camera di conciliazione. Con l’idea di concedere «al campo» la possibilità della Benetton di andare ai playoff. Ronzani: «Non mi ero mai interessato della classifica ed anzi ritenevo che la decisione dovesse essere assunta in stretto diritto. A fronte della pressione di Cecinelli e dell’atteggiamento di Fumagalli (inizialmente entrambi volevano dare 0 punti) nonchè di una sopravvenuta disponibilità di Benincasa di adottare la soluzione dei 12 punti, ho deciso che quella dovesse essere la sanzione finale». Gelo Ronzani Petrucci. Ronzani nella stessa deposizione: «I miei rapporti con il vertice del Coni e in particolare con il presidente Petrucci e il segretario generale Pagnozzi non sono buoni. Intendo dire che dopo le vicende che mi hanno visto protagonista l’estate dell’anno scorso sui lodi di calciopoli, sono entrato in contrasto con Petrucci, motivo di contrasto è stato il lodo Carraro in merito al quale fui avvicinato da Petrucci che mi sollecitò a una soluzione diversa da quella che ho poi adottato. In particolare mi chiese di dichiarare l’incompetenza della camera. Ma non intesi accettare condizionamenti nè suggerimenti facendolo espressamente presente al presidente del Coni. Da quel momento i nostri rapporti si sono estremamente raffreddati. In quell’occasione cui ero presente soltanto io e Petrucci fui talmente chiaro nel respingere la sua sollecitazione al punto che volarono parole grosse». «Lottato fino allo spasmo». Franco Chimenti il 31/05: «E’ vero che Ronzani mi chiamò proprio la sera della decisione del lodo per comunicarmi l’esito dello stesso, ed escludo di essere rimasto deluso seppur avendo capito in quel momento che in caso di vittorio la Pallacanestro Treviso avrebbe potuto accedere ai playoff. Non so perchè Ronzani utilizzi in quel frangente di quella conversazione l’espressione “Io e Foschini abbiamo lottato fino allo spasmo, però purtroppo...”. Ritengo però che Ronzani facesse riferimento all’intima convinzione che mi ha sempre rappresentato circa il fatto che la Benetton in questa vicenda aveva commesso una frode grave e come tale meritava di essere sanzionata con una penalizzazione di 15 punti. Quando Ronzani dice “il tuo amico al piazzale” si riferiva a Petrucci». Petrucci vuole la conferma. Stefano Bovis parlando delle sue telefonate con Cecinelli: «L’interesse che muoveva la mia persona e i vertici del Coni nella persona del presidente Petrucci a conoscere quale fosse l’orientamento della camera. L’interesse del Coni che non risultassero smentite le due decisioni della giustizia sportiva». Culo e camicia. A Franco Chimenti il pm fa ascoltare (31/05/07) altre conversazioni, «in cui Buzzavo e una terza persona commentano il ruolo di pressione che sui componenti della Camera sarebbe stato svolto da ambienti romani in cui fanno riferimento a una persona indicato come “piccolino” (che secondo l’interpretazione degli investigatori sarebbe proprio Chimenti) che avrebbe agito su Ronzani il quale viene definito “culo e camicia”, fanatico della Roma Pallacanestro e amico di Toti, presidente della Virtus Roma». Amici. Ronzani: «E’ fatto notorio che vi siano rapporti di amicizia tra Petrucci e Gilberto Benetton».

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