Treviso nella morsa delle polveri sottili

Sforamenti alle stelle, con il picco record nel 2005. Anche l’ozono è da allarme rosso. Ca’ Sugana punta sui blocchi
Di Alessandro Zago
Agostini Treviso Traffico per lavori
Agostini Treviso Traffico per lavori

TREVISO. Torna la stagione invernale e la Marca trevigiana ripiomba nella morsa dello smog, capoluogo in testa: da ottobre a febbraio, la concentrazione delle polveri sottili - Pm10 e le più frazionate e micidiali Pm2,5 - trasforma Treviso in una delle 30 città più inquinate (anche per i nitrati) su oltre 400 prese in esame dall’agenzia europea dell’ambiente: 25esimo posto. E lo stesso discorso, nei mesi estivi, vale per l’ozono, altrettanto pericoloso per la salute: sesta posizione in Europa.

Ma è allarme rosso anche secondo gli studi di Legambiente, basati sulle rilevazioni Arpav: nel 2011 Treviso si è confermata uno dei 21 capoluoghi italiani che hanno superato la soglia annuale di 25 microgrammi (milionesimo di grammo) di Pm2,5 per metro cubo d’aria, polveri che non trovano filtri corporei di alcun tipo prima di finire nei polmoni. E sempre Treviso è risultata settima per inquinamento da Pm2,5 tra 42 città capoluogo, con una media di 31 microgrammi di polveri per metro cubo d’aria, attestandosi poco al di sotto di Padova e Milano ma superando nettamente grandi città come Roma e Verona. E c’è da considerare che i monitoraggi sulle Pm2,5 sono ancora in una fase iniziale, mentre il quadro sulle Pm10 è ben più definito e capillare. Ma anche drammatico: ogni anno viene superato dalle 2 alle 3 volte il limite annuo di 35 sforamenti giornalieri fissato dall’Unione europea rispetto al tetto massimo di 50 microgrammi di Pm10 per ogni metro cubo d’aria, limite oltre il quale sono necessari massicci interventi delle amministrazioni locali per ridurre la presenza di sostanze inquinanti. Insomma, respiriamo veleno.

Ecco l’impressionante sequenza di sforamenti delle Pm10 registrati dall’Arpav a Treviso negli ultimi 10 anni: nel 2003 gli sforamenti annui del limite sono stati 56, cifra che come le seguenti equivale ad altrettanti giorni di aria irrespirabile; nel 2004 sono saliti a 96, nel 2005 si è registrata la quota ad oggi record di 119 sforamenti del limite, nel 2006 ancora allarme rosso con 109 sforamenti, nel 2007 i picchi sono stati 104, nel 2008 c’è stato un “calo” con 83, nel 2009 ancora giù con 72 sforamenti (comunque più del doppio del limite annuo), nel 2010 ancora 83, nel 2011 ancora un dato pesante con ben 102 sforamenti mentre il 2012 ha chiuso con quota 88. E nell’anno in corso, ad oggi, il numero degli sforamenti del limite delle Pm10 è già arrivato a quota 33, ma c’è appunto da tener conto del fatto che, a parte i primi due mesi di inizio anno, comincia ora la stagione più pesante, la stagione fredda, e quindi è matematico prevedere un altro inverno molto inquinato per Treviso e provincia, a parte la fascia Pedemontana, più ventilata.

Ma siamo maglia nerissima anche per l’ozono: negli ultimi anni nella stagione calda è molto aumentato il numero delle giornate in cui viene superata la “soglia di informazione” (un limite di attenzione che precede quello di vero e proprio allarme) per la concentrazione di ozono nell’aria. Secondo i dati Arpav sono state 55 nel 2010, 92 nel 2011 e sono arrivate a 81 nel 2012. Nel 2013, finora, sono state 44, ma nella stagione fredda questo fenomeno non si presenta. Tirate le somme, la situazione è veramente pesante. Nonostante ciò, pochissimo si continua a fare per quanto riguarda blocchi al traffico e contenimento dell’inquinamento dovuto ai riscaldamenti domestici e industriali, altra fonte di polveri sottili.

I piccoli Comuni della Marca non hanno né i soldi né la voglia né i poteri per intervenire sulla circolazione viaria, a fronte di un ente Provincia che, come la stessa Regione Veneto, non crede ai blocchi al traffico. Ci crede invece la nuova giunta di Treviso guidata dal sindaco Giovanni Manildo, con il vicesindaco Roberto Grigoletto che cura viabilità e ambiente: avanti con la chiusura del centro alle auto e, dal primo novembre, blocco degli autoveicoli fino agli Euro 2 compresi in tutto il capoluogo (tangenziale esclusa), a parte due fasce di libera circolazione nelle ore di punta per andare e tornare dal lavoro. Ma, stavolta, non ci saranno deroghe al blocco e i controlli saranno serrati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:inquinamento

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso