Social housing in Veneto: in arrivo un bando per infermieri, oss e giovani coppie
Il bando dovrebbe arrivare entro i primi giorni di novembre. Poi servirà il tempo materiale per i lavori di sistemazione di questi alloggi, di cui ancora non è possibile conoscere il numero. La Regione è pronta a stanziare 25 milioni di euro. Stefani: «Cominciamo con gli alloggi pubblici, ma vogliamo attrarre i privati»

Infermieri, operatori socio-sanitari e giovani coppie. Con una corsia preferenziale per chi in Veneto già risiede o si è laureato qui, ma nuovi vantaggi potranno essere individuati. E, chiaramente, anche con requisiti di base: su tutti, un livello massimo di Isee; e, riguardo alle coppie, l’età.
Il nuovo bando regionale
Sono i destinatari del primo bando della Regione per il social housing, «in arrivo entro un mese», promette il presidente Alberto Stefani. Che, per questo preciso capitolo – per la ristrutturazione degli alloggi che saranno messi a disposizione – è riuscito a ricavare 25.000.000 euro. Tanti quanti quelli stanziati in parallelo per la ristrutturazione di un migliaio, sui 8.600 che avrebbero bisogno di manutenzione, alloggi dell’Ater attualmente sfitti, perché inabitabili.
Ma la platea destinataria delle due tipologie di alloggi è estremamente differente. «Riguardo al social housing, dovremo individuare un limite di Isee, che non sarà particolarmente basso», assicura Stefani. Così da garantire, appunto, la permanenza di due binari paralleli per le categorie Erp ed Ers.
La legge sul social housing
E, a proposito di binari paralleli, continua a seguire il suo iter anche la legge complessiva sul social housing, che sarà basata unicamente sul criterio dell’Isee, prescindendo dalla categoria lavorativa e sociale di appartenenza.
Di questo si sta occupando la leghista Elisa De Berti, presidente della Seconda commissione consiliare – dove il progetto di legge è incardinato attualmente – la cui intenzione è quella di demandare alla giunta il compito di individuare i limiti Isee, per garantire alla legge una maggiore elasticità.
Il canone di affitto
Intanto, tornando al bando di prossima pubblicazione, una questione centrale riguarda chiaramente il costo medio degli affitti, con un prezzo calmierato che dovrebbe aggirarsi intorno ai 350 euro. Anche questo, un valore differente, e più alto, rispetto a quello previsto mediamente per le case Ater, assegnate chiaramente a persone dai redditi nettamente più bassi, rispetto a quelle che saranno coinvolte con questo nuovo bando.
Gli alloggi a disposizione
Intanto, si cercano gli immobili. «Per ora si tratterà unicamente di strutture pubbliche, essenzialmente di Ipab e aziende sanitarie», dice Stefani, «ma per noi questa è soprattutto una leva per spingere gli investimenti privati».
Nella legge più generale sul social housing, ad esempio, accanto agli edifici di Regione, Comuni, aziende sanitarie, Ater e Inps – ma sono solo alcuni esempi di enti pubblici – vengono menzionati pure gli edifici privati dismessi o degradati, come anche gli immobili confiscati alla criminalità organizzata. In generale, si tratta di strutture dismesse. E i 25.000.000 euro messi a bilancio dalla Regione, infatti, serviranno esattamente a questo: a ristrutturarle, per renderle agibili e abitabili.
L’esperimento nell’Usl 4
Un esperimento è già stato fatto nell’Usl del Veneto Orientale, con una serie di posti letto attivati nel luglio scorso nelle foresterie per il personale sanitario, medici compresi, degli ospedali di Jesolo e Portogruaro. «Una formula di welfare aziendale e sanitario», dice Stefani, «per trattenere questi professionisti in Veneto».
Nella foresteria per gli operatori sanitari di Jesolo, ad esempio, sono stati messi a disposizione 26 posti letto; con uno spazio comune per i pasti e i momenti di pausa. «I posti sono stati assegnati tutti nel giro di un giorno», dice il presidente. Ora l’intenzione è quella di estendere su scala regionale il progetto-pilota del Veneto orientale. «Coinvolgendo le foresterie ma, poi, gli edifici pubblici. Così da consentire ai nostri professionisti di trasferirsi in questi alloggi anche con il resto della famiglia», spiega Stefani.
Il piano casa
Il bando dovrebbe arrivare entro i primi giorni di novembre. Poi servirà il tempo materiale per i lavori di sistemazione di questi alloggi, di cui ancora non è possibile conoscere il numero. «Contiamo di entrare a regime, con l’assegnazione delle case, nel giro di un anno», dice il presidente. Individuando tempistiche analoghe a quelle per la sistemazione del migliaio di alloggi Ater, di cui si è già detto. Tasselli di quello che si sta rivelando un “piano casa” regionale.
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