Omicidio a San Giorgio delle Pertiche, i carabinieri sulle tracce dei colpevoli: al vaglio le celle telefoniche

I carabinieri ricostruiscono le ultime ore di Ferdinant Hoti, ucciso con un colpo alla testa. Al setaccio telecamere, targa system e celle telefoniche per capire da dove sia arrivata la Fiat Bravo finita nel Tergola

Alice Ferretti
Omicidio Hoti, caccia al percorso della Fiat Bravo nel Padovano
Omicidio Hoti, caccia al percorso della Fiat Bravo nel Padovano

Sono ore di grande lavoro per i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Padova. Adesso che grazie alle impronte digitali è stata identificata la vittima dell’omicidio, Ferdinant Hoti, albanese di 35 anni, senza fissa dimora ma di fatto residente a Mirano, le indagini si concentrano sul ricostruire le frequentazione dell’uomo, i suoi contatti e le sue ultime ore di vita.

Innanzitutto bisogna capire dove sia avvenuto il delitto. Sicuramente il trentacinquenne albanese non è stato ucciso nel luogo del ritrovamento del corpo ma altrove. Un’ipotesi è quella che l’esecuzione, un colpo di pistola alla testa, possa essere avvenuta in territorio Veneziano, dove Hoti viveva.

Si parte dunque dallo scandagliare la vita dell’uomo e dei suoi rapporti interpersonali: Mirano ma anche l’Albania, dove è nato e ha vissuto per lungo tempo.

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Uno degli pneumatici recuperati dall’auto dell’uomo (Foto Piran)

Ma non solo. Un altro punto di partenza è proprio San Giorgio delle Pertiche e in particolare il bacino del fiume Tergola dove è stata fatta inabissare la Fiat Bravo con all’interno il cadavere.

Quando è arrivata sul posto l’auto? Da dove è arrivata? In quanti erano a bordo e come se ne sono andati? L’ipotesi è che non sia stata una sola persona ad aver agito.

Gli investigatori hanno già acquisito tutte le immagini registrate dalle telecamere di videosorvglianza della zona e dei paesi limitrofi nella speranza di individuare il tragitto della Fiat Bravo nera.

Nel territorio del Camposampierese ci sono infatti ben duecento telecamere di videosorveglianza e 50 targa system. Impossibile che la macchina non sia stata ripresa.

Inoltre potrebbero rivelarsi utili anche gli occhi elettronici della falegnameria di via Del Santo 69. Uno in particolare inquadra il perimetro dell’azienda e una piccola porzione di strada, proprio all’altezza in cui l’auto è finita nel bacino del fiume e si è poi inabissata.

I carabinieri stanno inoltre verificando le celle telefoniche della zona, in particolare quelle che sono state agganciate nella notte tra lunedì e martedì, la notte in cui è stato occulatato il cadavere di Ferdinant Hoti. In questo modo potrebbero risalire alla presenza di persone sospettate , magari appartenenti al mondo del piccolo spaccio del Miranese.

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