Ok al piano cave, sarà votato dal consiglio regionale

VENEZIA. Il Piano cave, dopo 32 anni, sta per essere approvato dal consiglio regionale e ieri ha ottenuto il via libera in terza commissione, presieduta da Luca Baggio (Lega Nord). Il provvedimento...
VEDELAGO CAVE FOTOCRONACA castelfranco furto aci montebelluna sportsystem conegliano ospedale
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VENEZIA. Il Piano cave, dopo 32 anni, sta per essere approvato dal consiglio regionale e ieri ha ottenuto il via libera in terza commissione, presieduta da Luca Baggio (Lega Nord). Il provvedimento ripercorre la struttura della legge regionale 44 del 1982, aggiornandola alle necessità attuali, ma soprattutto con l’obiettivo di semplificare i procedimenti di pianificazione, aumentare la tutela del territorio con norme più stringenti per la ricomposizione ambientale dei siti estrattivi e di rafforzare le funzioni di controllo da parte della Regione in previsione della costituzione dell’osservatorio per le attività estrattive. La normativa indica anche la procedura per interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale e prevede la ridefinizione di alcuni istituti introdotti dalla legge 44/82 e riguardanti la proroga della durata dell’autorizzazione, che sarà fortemente limitata, la decadenza e la revoca. Viene introdotto, inoltre, un sistema di partecipazione finanziaria dell’imprenditore ai costi che la Regione e soprattutto i Comuni sopportano per gli interventi di mitigazione degli effetti che l’attività estrattiva produce sul territorio.

«Quello della coltivazione delle cave è un tema delicato, in quanto si tratta di un’attività imprenditoriale da cui non si può prescindere, ma che ha un impatto sul territorio. Occorre quindi arrivare a regolare la materia in maniera equilibrata, guardando alle opportunità e alle prospettive». E’ quanto fanno rilevare l’assessore regionale alle politiche ambientale, Maurizio Conte (Lega Nord) e il presidente Baggio al termine della seduta. «La proposta» hanno aggiunto «andrà a sostituire la legge regionale in materia di attività estrattive (n. 44) in vigore e risalente al 1982. E’ un ulteriore tassello nel processo di revisione e ammodernamento complessivo del settore estrattivo del Veneto. Questo per far sì – hanno concluso Conte e Baggio – che le cave non siano più una ferita aperta per il territorio veneto». L’assessore Conte ha poi annunciato che nelle prossime settimane la giunta regionale adotterà anche il nuovo Piano regionale delle attività di cava che fissa i criteri e soprattutto le quantità di materiale da estrarre: il bracico di ferro riguarda Verona e Treviso, con il Pd Faccioli pronto a fare le barricate per salvare la zona del Mincio.

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