La Fenice, confermati due scioperi: prime a rischio il 13 e il 28 novembre
L’assemblea dei lavoratori della Fondazione Teatro La Fenice ha confermato a maggioranza le due giornate di sciopero in occasione della prima di Fedora e dell’apertura della stagione sinfonica. I sindacati giudicano insufficiente la proposta della Sovrintendenza e denunciano la mancanza di trasparenza sulla governance

L'Assemblea Generale delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione Teatro La Fenice, riunitasi in data odierna, ha votato a maggioranza la conferma dei due scioperi proclamati per le prime del 13 e del 28 novembre, per la prima di Fedora della stagione lirica e quella della stagione sinfonica.
«Ci dispiace profondamente constatare l'ennesima incapacità di questa Direzione di comprendere la gravità della situazione e il livello di malumore raggiunto all'interno del Teatro», afferma in una nota la Rai del teatro veneziano, «La proposta scritta fatta pervenire dalla Sovrintendenza si è rivelata del tutto insufficiente e fumosa, un tentativo di risolvere questioni strutturali con soluzioni di facciata che non offrono alcuna garanzia reale per il futuro del personale e della Fondazione.
Non c'è alcun cambio di passo sulla governance del Teatro, nessuna trasparenza sull'organigramma e sui bandi per i ruoli chiave, né la volontà di affrontare concretamente le criticità organizzative e gestionali più volte denunciate dalle maestranze. La dignità dei lavoratori, la sicurezza e la trasparenza gestionale non si
comprano e non sono negoziabili». Dall’assemblea quindi, la conferma delle due giornate di sciopero del 13 e del 28 novembre.
Colabianchi
«Esprimo amarezza e rammarico per la decisione dell’assemblea dei lavoratori di confermare le giornate di sciopero del 13 e del 28 novembre, in occasione delle inaugurazioni della stagione lirica e della stagione sinfonica. La preoccupazione è anzitutto per il pubblico e per gli abbonati, che rischiano di non poter partecipare a due degli appuntamenti più attesi della vita del Teatro e della città. Un’eventuale cancellazione avrebbe conseguenze artistiche, organizzative ed economiche rilevanti per la Fondazione e comprometterebbe il compimento di mesi di lavoro di tutte le componenti del Teatro, alle quali rinnovo il mio riconoscimento», afferma il sovrintendente Nicola Colabianchi, «Nel pieno rispetto del diritto di sciopero, ritengo doveroso rendere noti i contenuti della proposta formalizzata ieri dalla Direzione per cercare una soluzione alla vertenza». Infatti sul piano economico, la proposta aveva confermato lo stanziamento di 250.000 euro al welfare e previsto ulteriori 150.000 euro, per un valore complessivo di 400.000 euro, erogabile a fine novembre 2026. L’articolazione prevedeva 300.000 euro da ripartire in quota uguale tra tutti gli aventi diritto e 100.000 euro destinati al personale partecipante alla tournée di Shanghai.
«Consapevoli che le questioni poste dai lavoratori non si esauriscono nella componente economica, abbiamo inoltre proposto due tavoli di confronto», continua Colabianchi, «La proposta intendeva quindi unire un impegno economico aggiuntivo a un percorso concreto sulle questioni organizzative e professionali, nell’ambito di un’intesa che consentisse la revoca di entrambe le giornate di sciopero. Prendiamo atto con rammarico che questi contenuti non hanno raccolto il consenso dell’assemblea e che, all’esito del confronto svolto, non è stato possibile raggiungere un accordo».
La Fondazione è ora impegnata a predisporre le misure necessarie per gestire le conseguenze delle iniziative proclamate, con attenzione al pubblico, alla continuità dell’attività e all’equilibrio economico e organizzativo del Teatro. Saranno fornite tempestivamente informazioni sullo svolgimento degli spettacoli e sulle eventuali procedure di rimborso.
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