Miss Padania, bufera sulla kermesse
Bufera su Miss Padania. Le bellissime della Lega sfileranno al teatro Eden in vista della finale, ma sul concorso c’è la contestazione dell’opposizione: «Il Comune dice che non ha più soldi - spiega Sinistra Democratica - ma ha stanziato 5 mila euro per una kermesse di partito».

LAURA BISSACCO E' MISS PADANIA 99 CON GIANCARLO GENTILINI IN PIAZZA SAN PARISIO A TREVISO
Bufera su Miss Padania. Stasera le bellissime della Lega sfileranno al teatro Eden in vista della finale, ma sul concorso c’è la contestazione dell’opposizione: «Il Comune dice che non ha più soldi - spiega Sinistra Democratica - ma ha stanziato 5 mila euro per una kermesse di partito». «Ce ne avevano chiesti il triplo - ribatte l’assessore Stefano Bastianetto - e ormai Miss Padania è entrata nella tradizione».
Altro che applausi e occhi sognanti per le miss di casa nostra: tra opposizione e Carroccio è scontro sulla manifestazione in programma questa sera. «Il Comune ha stanziato 5 mila euro per una manifestazione come Miss Padania - scrivono Alessia Grassigli, Pia Colleoni, Stefano Dall’Agata e Bruno Schiavon in una nota sulla kermesse - che nulla ha a che spartire con la cultura o i costumi locali, ma pare soprattutto una manifestazione di partito: non ci risulta infatti che la Padania riguardi altri se non la Lega. Senza dimenticare che la cifra, pur non esorbitante, è stata prelevata dal fondo di riserva e quindi a stanziamento del bilancio esaurito». La giunta snobba la polemica: «L’amministrazione ha approvato questo stanziamento un paio di mesi fa - replica l’assessore alle Attività produttive, il forzista Stefano Bastianetto - noi abbiamo messo il patrocinio e 5 mila euro, soldi che non bastano nemmeno per coprire le spese vive. Tanto che gli organizzatori ce ne avevano chiesti 15 mila. Poi è una manifestazione culturale e ricreativa, non ha una collocazione così politica». Tutti i giurati arrivano da Ca’ Sugana: ci saranno il sindaco Gian Paolo Gobbo, gli assessori Basso, Marton, De Checchi e Bastianetto, i consiglieri comunali Caldato, Novello, Chinellato e Barbisan.
«Una volta forse era un concorso politico - continua Bastianetto - ora ha una valenza più ampia, di fatto è la sponsorizzazione delle bellezze nostrane. Non dimentichiamo che ci sono tantissimi altri concorsi simili, l’intervento dell’opposizione è strumentale».
Dall’Agata e gli altri, però, non ci stanno e rincarano la dose: «Colpisce in modo negativo l’essenza stessa della manifestazione: l’elezione di una miss, ossia lo svilimento della donna, meglio se muta dato il contesto, a puro oggetto. Le cittadine trevigiane meritano più considerazione da parte dei loro amministratori, impegnati soprattutto in operazioni di facciata piuttosto che nell’esercitare e diffondere la cultura del rispetto e delle differenze».
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