Condannato il marito che spiava le mail della moglie

Legge le mail che la moglie si scambiava con l’«amico» egiziano e le porta davanti al giudice in sede di separazione come prova del tradimento. Il giudice ieri però l’ha condannato - per aver violato la segretezza della corrispondenza altrui - a 500 euro di multa e al pagamento alla moglie, costituitasi parte civile, del risarcimento di 5000 euro. Protagonisti della vicenda una negoziante e il marito.
20071219 - PONTEDERA - PISA - CLJ - LAVORO: IL CAPO PUO' SPIARE LE E-MAIL DEI DIPENDENTI. Una pagina internet del programma di posta elettronica Microsoft Outlook. Le e-mail dei dipendenti possono essere guardate dal capo che conosce le password in virtù delle norme aziendali. E' quanto ha stabilito oggi la Corte di Cassazione. Con la sentenza 47096, la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura di Torino contro l'assoluzione pronunciata dal Tribunale piemontese nei confronti di un datore di lavoro che aveva letto le e-mail aziendali di una dipendente, poi licenziata per via dei contenuti. ANSA/FRANCO SILVI/I54
20071219 - PONTEDERA - PISA - CLJ - LAVORO: IL CAPO PUO' SPIARE LE E-MAIL DEI DIPENDENTI. Una pagina internet del programma di posta elettronica Microsoft Outlook. Le e-mail dei dipendenti possono essere guardate dal capo che conosce le password in virtù delle norme aziendali. E' quanto ha stabilito oggi la Corte di Cassazione. Con la sentenza 47096, la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura di Torino contro l'assoluzione pronunciata dal Tribunale piemontese nei confronti di un datore di lavoro che aveva letto le e-mail aziendali di una dipendente, poi licenziata per via dei contenuti. ANSA/FRANCO SILVI/I54
Era stata la donna a fare richiesta di separazione e a chiedere l’affidamento della figlia minorenne.


Ma proprio davanti al giudice, il marito, a sorpresa, aveva tirato fuori le mail che lei si era scambiata con un «amico» egiziano, con il quale avrebbe intrattenuto una relazione.

 

Lei ha così fatto querela, perché il marito avrebbe spiato la sua corrispondenza telematica privata e l’avrebbe poi rivelata, allegandola agli atti della causa di separazione.


Ieri sono state chiamate a testimoniare sia la moglie sia una dipendente dello studio del marito.


Secondo la querelante, lei aveva letto e scritto alcune mail dal computer dell’ufficio (le altre da un internet point), ma era ben stata attenta a chiudere il server di posta dopo aver finito di leggere o scrivere e a non lasciare memorizzata la password.


La dipendente dello studio ha invece affermato di aver visto in più di un’occasione, passando davanti al pc, l’intestazione della mail e il nome straniero, senza però averne letto il contenuto.


Cosa invece che avrebbe fatto il marito.


L’avvocato della difesa, Pierantonio Fadel, ha sostenuto che la moglie avrebbe lasciato «incustodite» e visibili a tutti queste mail e che il marito ne avrebbe solo preso visione, senza distruggerlo. Ha inoltre aggiunto che il numero e l’indirizzo mail dell’egiziano era su una rubrica con i contatti lavorativi dello studio.

 

Sia il pm che il legale della parte civile, l’avvocato Giovanni Maccarrone, hanno chiesto la condanna dell’uomo. Fadel ha affermato che si tratta di giusta causa per aver prodotto la corrispondenza violata in un giudizio civile di separazione che lo contrapponeva alla moglie.


Il giudice Deli Luca ha condannato l’imputato per aver letto le mail della moglie a 500 euro di multa (pena condonata), al risarcimento di 5000 euro alla moglie, oltre alle spese di costituzione in parte civile (circa 2000 euro).


Il marito, che probabilmente farà appello, è stato invece assolto per il secondo comma dell’articolo 616, in quanto non ha rivelato pubblicamente, se non in sede di separazione, il contenuto della corrispondenza violata.

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