Ostellari: «Sì al Tribunale a Bassano, ma senza togliere risorse alle altre sedi»
Il sottosegretario alla Giustizia: «Viene creato e non riaperto, avrà un organico
dedicato. L’esame in Parlamento da parte dei gruppi proseguirà con serenità»

Il tribunale di Bassano, tornato d’attualità con l’inizio della discussione in Commissione Giustizia alla Camera del disegno di legge del Governo relativo alla sua istituzione, sta tenendo banco nel dibattito politico veneto.
Con gli Ordini degli Avvocati di Padova, Vicenza, Treviso, il tribunale di Padova, i sindaci di Padova e Vicenza e quelli di un’altra sessantina di Comuni, che si sono espressi in modo decisamente contrario, sottolineando una serie di criticità a cominciare dal problema degli organici. Del nuovo tribunale parla il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari: si andrà avanti in Parlamento, assicura, spiegando che il presidio della Pedemontana dotato di nuovo organico, aumenterà l’efficienza della Giustizia nel territorio.
Sottosegretario Ostellari, il disegno di legge del governo sulla riapertura del tribunale di Bassano è approdato alla Camera. A che concrete esigenze risponde la sua riattivazione?
«Prima di tutto, è bene specificare che non parliamo della riapertura del vecchio tribunale di Bassano, ma della creazione del nuovo tribunale della Pedemontana per il territorio veneto. Interveniamo in un’area con uno dei Pil più elevati in Europa, con un progetto che è esempio concreto di sinergia tra istituzioni locali e Governo centrale. Dopo tanti anni, in Veneto si torna a investire davvero: si apre, non si chiude, con una riorganizzazione del sistema giustizia che coinvolge tre province e consente di offrire a cittadini e imprese un servizio migliore».
C’è l’opposizione fortissima di avvocati, presidenti di tribunale, sindaci: il territorio non lo vuole, come lo spiega?
«Il percorso che ha portato al disegno di legge nasce da lontano, a partire da un progetto redatto dall’Ufficio di Statistica della Regione Veneto e pubblicato nel 2016. Quel lavoro è stato poi ripreso nel 2023 attraverso numerosi incontri con comitati, amministratori locali, categorie economiche e ordini professionali. La risposta è stata pressoché unanime: oltre 70 sindaci, presidenti di Provincia e Regione, più di 20 rappresentanze delle categorie economiche e una quarantina di ordini professionali e sindacati hanno espresso supporto. C’è chi non è a favore, ma la maggior parte della società, anche tra le opposizioni, vede in questo progetto un’opportunità per migliorare l’efficienza della giustizia. Ora l’esame in Parlamento proseguirà con serenità: spetta ai gruppi parlamentari approvare quanto il Governo ha già deliberato in Consiglio dei ministri».
I contrari sollevano il problema degli organici. E in effetti il ddl fa riferimento a un trasferimento di personale dai tribunali di cui viene ridimensionato il distretto. Non teme il rischio paralisi?
«I timori legati al trasferimento di personale non sono fondati. La riorganizzazione seguirà la revisione dei circondari e la redistribuzione del contenzioso, seguendo un principio di equità: per ogni carico di lavoro spostato, ci sarà una proporzionale redistribuzione delle risorse. Inoltre, per il tribunale della Pedemontana, sono previsti 7 nuovi magistrati e 25 unità amministrative dedicate, con i tribunali che potranno beneficiare anche di più di 11.000 nuove assunzioni già finanziate, previste dal piano nazionale 2026-2028. In sintesi: stesso territorio e stesso contenzioso diversamente distribuito ma con un aumento del personale di magistratura e amministrativo».
Altra obiezione: la specializzazione che nei piccoli tribunali va persa.
«Personalmente, tra le obiezioni che vengono fatte, trovo che questa sia la meno fondata. Il tribunale della Pedemontana, che sorgerà a Bassano del Grappa, coprirà ben 72 comuni: 41 nel Vicentino, 20 nel Trevigiano e 11 nel Padovano. Definirlo “piccolo tribunale” è fuorviante. Inoltre, la flessibilità della nuova organizzazione consentirà eventualmente di proporre, in sede parlamentare, ulteriori spostamenti di territori. Ad esempio, Este, attualmente di competenza del circondario di Rovigo ma che potrebbe ritornare di competenza del tribunale di Padova. O ad altri del Vicentino che potrebbero discutere di eventuali opportunità sull’essere inseriti o meno nella nuova circoscrizione».
In tema di organici la situazione in Veneto è drammatica, secondo la denuncia emersa in apertura di Anno Giudiziario, e investe tutti i comparti: magistrati, amministrativi, ufficiali giudiziari. Cosa si sta facendo per venirne a capo?
«Per la magistratura, nel 2025 sono state coordinate procedure concorsuali che porteranno oltre 2.000 nuove assunzioni di magistrati, a beneficio anche del nostro territorio. Il Veneto vedrà anche l’arrivo di parte dei 400 nuovi magistrati che completeranno il loro tirocinio a giugno. Inoltre, sono previsti i risultati dei concorsi indetti nel 2024 e nel 2025. Per quanto riguarda il personale amministrativo, dopo la fine del Pnrr, il Veneto vedrà la stabilizzazione di circa 50 unità tra operatori e tecnici, oltre a una cospicua parte dei quasi 7.000 addetti all’Ufficio per il processo assunti a tempo indeterminato a livello nazionale. A queste si aggiungono più di 200 nuove risorse, di cui 180 assistenti (uno dei numeri più alti di tutti i Distretti), oltre a contabili, autisti e funzionari Unep. Per la prima volta nella storia del nostro Paese saranno coperte le piante organiche. Si tratta di un impegno straordinario del Governo e del Ministero della Giustizia per rafforzare il settore».
La dirigente della Procura minorile del tribunale di Venezia Monica Mazza ha scritto al ministero denunciando scoperture di personale del 100% e chiedendo risposte immediate.
«A breve saranno assunti gli assistenti sopra citati. In concomitanza, saranno scorse le graduatorie regionali per fornire risposte tempestive al territorio. Sarà data una risposta immediata, con priorità a chi sta affrontando maggiori difficoltà. Di queste procedure beneficeranno tutti i tribunali veneti, con un focus particolare sulle aree più critiche». —
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