Positiva al Thc dopo incidente, prof rischia due anni: tra i primi processi in Italia per il nuovo Codice della strada

La donna aveva avuto un malore al volante causato da un attacco epilettico: senza patente, ha dovuto lasciare il lavoro fisso a scuola. La difesa: «Nessuno stato di alterazione al momento dell'incidente»

Alessandro Cesare
La protesta davanti al tribunale di Udine
La protesta davanti al tribunale di Udine

Ha preso il via questa mattina, lunedì 6 luglio, in tribunale a Udine il processo penale a carico di Elena Tuniz, la professoressa friulana balzata alle cronache nazionali per essere stata una tra le prime persone in Italia a finire indagata a seguito dell'entrata in vigore del nuovo Codice della strada. L'ex insegnante, rimasta coinvolta in un incidente a causa di un malore improvviso, si trova ora a rischiare una condanna fino a due anni di reclusione e una sanzione pecuniaria che può raggiungere i 12 mila euro.

La vicenda ha origine da un incidente stradale: la professoressa era alla guida della propria vettura quando è stata colpita da un attacco epilettico che le ha fatto perdere il controllo del mezzo. Sottoposta ai successivi accertamenti tossicologici di rito in ospedale, i test hanno evidenziato una positività al Thc (il principio attivo della cannabis). In virtù delle stringenti norme introdotte dalla nuova legislazione stradale – che puniscono la mera presenza della sostanza nell'organismo a prescindere dall'effettivo stato di alterazione psicofisica al momento della guida – per la donna sono scattati immediatamente l'immediato ritiro della patente di guida e l'apertura del procedimento penale.

L'impatto sulla vita e sul lavoro a tempo indeterminato

In attesa che la giustizia faccia il suo corso, il provvedimento ha già stravolto la vita quotidiana e professionale della donna. Non potendo più usufruire della vettura e trovandosi nell'impossibilità materiale di raggiungere autonomamente l'istituto scolastico in cui prestava servizio, la professoressa ha dovuto lasciare il proprio posto di lavoro a tempo indeterminato, perdendo così la propria stabilità economica.

Elena Tuniz si è presentata in Aula per la prima udienza assistita dal suo legale di fiducia, l'avvocato Raffaele Minieri, che sosterrà la difesa in un dibattimento destinato a fare giurisprudenza sull'applicazione dei nuovi e severi decreti stradali.

Il presidio di "Meglio Legale" e il sostegno della politica locale

A testimonianza della rilevanza sociale e politica del caso, l'associazione "Meglio Legale" ha organizzato un presidio di solidarietà e di protesta proprio davanti all'ingresso del tribunale udinese in concomitanza con l'avvio del dibattimento.

I membri dell'associazione contestano i meccanismi del nuovo Codice, giudicati punitivi e slegati dalla reale verifica della capacità di guida, specialmente in casi legati a positività residue che possono persistere nel sangue per settimane. Al flash-mob e al presidio all'esterno del palazzo di giustizia hanno voluto garantire la propria presenza fisica e il proprio supporto istituzionale anche diversi esponenti della politica locale, tra i quali la consigliera regionale della circoscrizione Giulia Massolino e i consiglieri comunali udinesi Andrea Di Lenardo e Chiara Gallo.

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