Troppi moscerini per cantare, salta il concerto di Bobby Solo in Umbria: «Fuggito con il cachet»
L’accusa degli organizzatori e la rabbia sui social di chi doveva partecipare all’evento. Ma il cantante non ci sta e si difende: «Ho foto e chat che testimoniano tutto»

Quello che doveva essere uno dei momenti di punta della quarta edizione del Festival dei Tramonti si è trasformato in un durissimo scontro a colpi di comunicati e minacce di querele. Il concerto di Bobby Solo, in programma sabato 4 luglio alla Rocca del Leone di Castiglione del Lago, nel Perugino, è saltato all'ultimo minuto. Al centro della disputa c'è un'invasione di chironomidi, i moscerini acquatici che popolano le rive del Trasimeno, ma le versioni fornite dall'organizzazione e dall'artista 81enne sono diametralmente opposte.
L'accusa del Festival: «Fuggito con il cachet in tasca»
La direzione del Festival dei Tramonti ha comunicato l'annullamento dello spettacolo sui canali social circa un'ora prima dell'inizio, fissato per le 21. Secondo la ricostruzione degli organizzatori, la decisione di non cantare è stata presa in completa autonomia da Roberto Satti (vero nome di Bobby Solo), il quale avrebbe abbandonato la location nel pomeriggio senza avvisare nessuno, nonostante avesse già intascato il compenso pattuito.
La direzione si è detta colta di sorpresa da un comportamento definito «improvviso quanto ingiustificato» e ha sollevato dubbi sulla gravità dell'infestazione, ricordando che la sera precedente, nello stesso luogo, si era svolto regolarmente il Gran galà della danza sotto le stelle con oltre 150 artisti e circa 500 spettatori. Per questo motivo, l'organizzazione ha annunciato di valutare le vie legali e ha confermato che tutti i biglietti saranno rimborsati.
La rabbia del pubblico sui social
La notizia dell'annullamento ha scatenato un'ondata di commenti furiosi da parte degli utenti online. Molti spettatori hanno lamentato la totale mancanza di comunicazione sul posto, sottolineando di aver trovato i cancelli sbarrati e le luci spente senza alcun cartello informativo, dopo aver affrontato anche ore di viaggio in automobile. Altri hanno criticato il fatto che i biglietti fossero ancora in vendita a ridosso dell'orario d'inizio, mentre alcuni residenti hanno ipotizzato che il caso sia stato strumentalizzato per riaccendere i riflettori sul problema ambientale dei chironomidi, penalizzando però il pubblico pagante.
La controrisposta di Bobby Solo: «C'era una nube di insetti, ho i messaggi»
Bobby Solo ha smentito categoricamente la ricostruzione fornita dal Festival, dichiarandosi pronto a trascinare l'organizzatore in tribunale per diffamazione e danno d'immagine. Parlando all'Ansa, il cantante ha spiegato che la band era regolarmente arrivata alla Rocca del Leone e stava montando la strumentazione, quando è stata letteralmente sommersa e bersagliata da uno sciame di moscerini. A riprova di ciò, l'artista ha annunciato di possedere materiale fotografico che lo ritrae sul palco e mostra i segni dei morsi subiti da lui e dai suoi musicisti su gambe e petto.
L'artista ha inoltre negato qualsiasi fuga, sostenendo che la scelta di non esibirsi fosse concordata.
Secondo la sua versione, esisterebbero delle chat WhatsApp in cui lo stesso organizzatore accettava la proposta di rinviare lo show al mese di settembre. Satti ha poi ridimensionato la questione economica e i presunti danni lamentati dal Festival, affermando che all'arena erano presenti appena venti o trenta persone proprio a causa del problema degli insetti.
Il cantante ha infine lanciato un duro affondo sulla gestione logistica dell'evento, definendo la presenza dei moscerini «un dramma politico che in Umbria non si riesce a risolvere».
Bobby Solo ha contestato la scelta di allestire lo spettacolo in un'arena all'aperto circondata da centinaia di cespugli, concludendo con il forte sospetto che l'organizzatore fosse ben consapevole dei rischi: «Sapeva del problema da oltre un anno, se avesse scelto la piazza di Castiglione del Lago non sarebbe successo. Forse voleva danneggiarci lui, io lo dirò ai giudici».
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