Gatta viaggia per trenta chilometri nel cofano di un’auto
Una storia a lieto fine dopo due giorni di apprensione. La gatta Angelina viene ritrovata in un modo del tutto inatteso: dentro al cofano motore di un auto

Due giorni di apprensione, oltre 30 chilometri nascosta nel motore di un’auto e un lieto fine reso possibile dai social. È la singolare avventura di Angelina, una gatta bianca, crema e marrone che dopo essere scomparsa dalla sua abitazione del centro è stata ritrovata a Vigonovo. I proprietari l’avevano cercata ovunque, senza riuscire a capire che fine avesse fatto.
Nel frattempo, la figlia di Lara Bottaro aveva parcheggiato l’auto in via San Luigi, a Monselice, per andare al lavoro. Al termine della giornata è ripartita e, durante il viaggio in autostrada, ha iniziato a sentire strani rumori provenire dal vano motore. Pensando a un problema dell’aria condizionata, l’ha spenta, ma il rumore è continuato fino all’arrivo a casa. A quel punto, insieme ai genitori, ha aperto il cofano per capire quale fosse il guasto.
La sorpresa è stata incredibile: dal motore è sbucata una gatta, che probabilmente aveva trovato rifugio lì senza che nessuno se ne accorgesse. Impaurita, Angelina è corsa a nascondersi sotto una legnaia. La famiglia è riuscita a fotografarla e ha pubblicato l’immagine sui social nella speranza di rintracciare il proprietario. Quel post è comparso anche sullo schermo di Francesco Miazzi, consigliere comunale, che ha riconosciuto immediatamente la sua Angelina.
Sabato mattina si è precipitato a Vigonovo, ma la micia, ancora spaventata dal lungo viaggio e dallo spaesamento, è rimasta nascosta. Soltanto in serata, con calma e pazienza, è riuscito finalmente a recuperarla e a riportarla a casa. Per Angelina nessuna conseguenza, nonostante l’insolito viaggio a contatto con il motore dell’automobile. «Quando si amano gli animali si cerca di tutto per farli stare bene. Un’avventura, per fortuna, andata a buon fine», racconta Lara Bottaro. «In un’epoca in cui siamo portati a criticare i social per la loro deriva e i loro eccessi, casi come questo dimostrano invece la loro straordinaria utilità», commenta Miazzi.
«Senza quella fotografia questa storia probabilmente non avrebbe avuto lo stesso finale. È emersa anche una rete di persone che ama profondamente gli animali e che si è subito attivata per aiutarci. A tutti va il nostro ringraziamento. Ora speriamo che Angelina, gattina esuberante e indipendente, si accontenti di questa avventura e resti nei paraggi a godersi coccole e attenzioni».
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