Zambon deluso: «Prendo atto della scelta»

Le deleghe revocate passano a Chies “ad interim”. Per il popolare l’onore delle armi dell’opposizione: «Stima personale» 



Floriano Zambon è stato messo alla porta senza una spiegazione e senza dichiarazioni ufficiali tra gli (ex) colleghi di maggioranza e giunta. «Tolte le deleghe», sono queste le uniche parole del sindaco Fabio Chies. Le deleghe sono affidate “ad interim” allo stesso primo cittadino. La Lega appare in pole position per designare un proprio assessore in più. Zambon parlerà a mente fredda, ma è comprensibilmente deluso da quanto avvenuto.

«ORA RIFLETTERò»

«Prendo atto di un’azione di questo tipo – dice Zambon, comprensibilmente deluso e spiazzato - ho bisogno di qualche giorno per rifletterci su». Floriano Zambon è stato sindaco di Conegliano per 14 anni dal 1998 al 2007 e dal 2012 al 2017. Si sarebbe potuto ricandidare a sindaco due anni fa, ma si è messo a disposizione del centrodestra insieme al suo gruppo dei Popolari, venendo nominato assessore con deleghe marginali (anagrafe, servizi elettorali, servizi demografici, flussi migratori, cimiteri e Polizia mortuaria, politiche per la casa ed emergenze abitative, tutela risorse idriche e servizi idrici, abbattimento barriere architettoniche, servizi a rete). Una nomina che già all’epoca fu contrastata, aprendo la strada ad un rapporto non semplice tra i Popolari (la componente più centrista e più critica della maggioranza) e l’alleanza Lega-Forza Italia. Incarico Zambon che ha portato avanti con impegno, parallelamente alla presidenza nazionale delle Città del vino. Adesso Conegliano perde anche il vertice dell’associazione che riunisce tutte le maggiori realtà vitivinicole italiane. C’è una sorta di silenzio stampa della giunta sulla crisi, una sorta di “pudore” politico per una scelta che avrà riflessi politici ed elettorali. A parlare però sono le opposizioni.

chies sotto accusa

Gli avversari politici rendono “l’onore delle armi”, anche chi è stato uno dei suoi più acerrimi avversari. «Zambon è sempre stato un signore come persona, mai e poi mai avrebbe fatto un’azione del genere, tra l’altro in un giorno in cui a Conegliano c’è il Premio Civilitas, una completa assenza di fair-play», a parlare è Carlo Feltre storico esponente del centrosinistra, nel 2002 fu candidato sindaco contro Zambon. Carlo Feltre dopo decenni non è più consigliere comunale, ma ha una parola di conforto e di stima per chi ha rappresentato un “avversario politico” leale.

«SE NE PENTIRANNO»

«Chi ha architettato questa operazione per vincere le prossime amministrative in anticipo potrebbe pentirsene amaramente – aggiunge Feltre - io ora sono un libero cittadino di Conegliano, ma vedere la mia città così e come si stanno comportando è avvilente, spiace per i miei concittadini. Oltre a non sapere amministrare non hanno la buona educazione quando si fa politica. Si può essere avversari di pensiero, ma i rapporti umani devono essere messi prima di tutto».

Francesco Polo e Stefano Dugone avevano chiedere al sindaco Chies e alla sua amministrazione dialogo e un cambio di passo. I gruppi di maggioranza, Lega in testa, hanno chiesto l’estromissione di Zambon dalla giunta. «È una settimana che nessuno dell’amministrazione si esprime, considerano il Comune di Conegliano come se fosse casa loro e non una cosa pubblica – afferma Alessandro Bortoluzzi, capogruppo Dem - si arroccano sempre più su posizioni di estrema destra».

IL PD: «È DESTRA ESTREMA»

«Continuano ad essere revocati assessori, pensano solo a trovare delle poltrone e giochi sopra le teste dei cittadini. In due anni e mezzo bei discorsi, selfie, e poco altro» conclude Bortoluzzi. Anche il Movimento 5 Stelle va all’attacco: «Decisioni per la città non ne vediamo, se non incalzati dalle opposizioni – dice il capogruppo Alberto Ferraresi - Chies ha fatto poco, sagre, inaugurazioni, ma non vediamo idee, progetti, finanziamenti. Parlano della via Vespucci, è dal 2007 che vede essere fatta». Floriano Zambon, simbolo della vita amministrativa cittadina per 29 anni, ha superato scogli insormontabili, non solo politici, ma anche battaglie personali. Nel 2017 è stato il consigliere comunale eletto con più preferenze personali. Se i Popolari (cosa che pare scontata) formalizzeranno la loro uscita dall’alleanza, la maggioranza andrà avanti con un solo voto di scarto sulle opposizioni. —



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