Zaia: «Sull’Unesco stroncherò ogni appetito»
CONEGLIANO. Nemmeno un metro di cemento in più sulle colline del Prosecco, elette dall’Unesco a patrimonio culturale dell’umanità. Solo i fienili che costeggiano i’colmei’potranno essere trasformati in ricettività per un turismo’emozionale’. Il presidente della Regione, Luca Zaia, lo ha ribadito ieri di ritorno da Baku, prima in un incontro riservato con i sindaci e i rappresentanti delle categorie economiche. Tutti concetti che saranno tradotti nel Piano di gestione che dovrà essere pronto in 120 giorni e recapitato all’Unesco per dimostrare che qui si fa sul serio. Quindi nessuna furbizia, ha raccomandato il governatore; gli impegni di sostenibilità presi, vanno tutti rispettati. Se le Langhe stanno ricevendo un milione e mezzo di turisti in più, qui probabilmente si andrà oltre, non per questo ci si sogni di costruire nuovi alberghi nella’core zone’, semmai all’esterno. Avanti tutta, invece, con l’albergo diffuso, recuperando appunto le microstalle ed i microfienili; metti il piede fuori e sei già sotto il filare di Prosecco o di Cartizze.
Zaia non nasconde l’emozione per quanto raccolto in Azebaigian. E ringrazia tutta la squadra. Ma la ripone al lavoro perché adesso bisogna fare un piano strategico di gestione su tutti gli elementi: dalla preservazione ambientale ad una commercializzazione sobria, ovvero compatibile con il dato culturale. I ciglioni erbosi vanno mantenuti, così come i terrazzamenti. Il bosco è ancora al 70%, ma neppure un albero va spiantato. I versanti da spianare sono una bestemmia. Insomma, «bisogna fermare ogni appetito» raccomanda Zaia, che soprattutto su questo piano – quello appunto della sostenibilità – ha vinto le Olimpiadi con Cortina e Milano. Continua, dunque, la battaglia contro fitofarmaci. È sacrosanta, sancisce Zaia. «L’agricoltura del futuro è senza chimica perché il consumatore cercherà di averne meno nella sua alimentazione. E il Prosecco – ricorda a chi è smemorato – si è dato delle regole che in altri luoghi non ci sono». Quindi da parte dei Comitati che protestano viene posta “una battaglia giusta ma nel posto sbagliato” . Siamo in un ambiente unico al mondo, con tratti coltivati già 200 anni fa e una identità celebrata da Cima sulle sue tele. Il turismo lento bandirà quello mordi-e-fuggi, così come sta accadendo sulle Dolomiti Unesco. E con questi turisti si affacceranno anche gli investitori, compresi quelli stranieri. «Li accoglieremo, perché no? Mi auguro però che a sfruttare questa opportunità siano prima di tutto imprenditori nostrani e i giovani, per i quali si aprono grandi opportunità di lavoro. Sarà un nuovo rinascimento per tutto il Veneto» insiste Zaia. Senza dimenticare chi l’agricoltura eroica l’ha praticata spaccandosi, magari, la schiena. «Questo riconoscimento lo dedico – ecco ancora il presidente – a quei contadini che oggi non ci sono più: non hanno mai visto il benessere del Prosecco, hanno patito la fame, magari sono morti su queste colline, ma, da Veneti, hanno creduto alla forza, alla volontà, alla determinazione e al sacrificio, riuscendo inconsciamente a modellare questa opera d’arte patrimonio dell’umanità. Questo, infatti, è un sito del popolo e per il popolo». «Si dice patrimonio dell’umanità perché è di tutto il mondo» ammonisce Zaia. Ammonisce, perché già paventa chi può impossessarsene, magari comprando vigneti a palate di euro. Ma Zaia pensa già al prossimo obiettivo Unesco, la Cappella degli Scrovegni, a Padova «ne abbiamo discusso in Azerbaigian: è la nostra Cappella Sistina». —
Francesco Dal Mas
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