Zaia furioso all’attacco dei grillini «I loro no stanno arenando l’Italia»

Il governatore: «Vogliono fare nuove valutazioni? Imbarazzante. Se il governo cade, niente revisione»

«Quello che sta succedendo sul Canova è irrituale e imbarazzante». L’onda lunga delle proteste, gonfiatasi dopo la decisione di rimettere in discussione l’approvazione del master plan del Canova (data in agosto) ha messo in trincea la Lega. Oggi a sfogarsi è il presidente del Veneto Luca Zaia, che punta il dito contro il «sistema Italia», ma soprattutto il M5s: «Pedemontana, grandi opere, ora l’aeroporto: dietro tutti i problemi che sta vivendo l’Italia dei cantieri ci sono sempre loro: i grillini. Se due indizi fanno una prova allora è lapalissiano: stanno fermando il Paese».

Zaia ribadisce l’assoluta «necessità di rispettare leggi e le prerogative del ministro», detto questo però critica la «malabitudine» di voler sempre «buttare la palla avanti» come dice lui: ovvero decidere – come nel caso del Canova – di rimettere tutto quanto in gioco, dando ad altri l’onere di decidere, «quando non si sa, come non si sa, ma di certo sempre solo una cosa: senza assumersi la responsabilità».

Il presidente del Veneto non vuole innescare battaglie con il comitato, né negarne a priori le istanze, «quello che trovo assurdo» incalza puntando ancora il dito contro le scelte del ministro grillino Costa, «è che si lascino passare mesi prima di mettere una firma per sdoganare definitivamente un piano di investimento milionario già approvato, e poi si decida di mandare tutto all’aria in un paio di giorni rinviando tutta la discussione di mesi».

Salute e sicurezza secondarie? Qui Zaia ha due obiezioni: una di metodo, l’altra di merito. La prima: «Se si riteneva che le istanze del comitato potessero essere fondate, Costa avrebbe dovuto riunire subito i tecnici e provvedere a una rivalutazione d’urgenza del progetto sulla base dell’esposto: una settimana di lavoro e via. Così si fa. Invece» incalza Zaia, «si rimanda di mesi. C’è qualcuno che preferisce si vada avanti così, un passo avanti e due indietro. Altro che decrescita felice, questa è la decrescita triste dei grillini». E nel merito: «Stiamo parlando di un progetto che ha passato mesi davanti a comitati tecnici di esperti, non di ignorati o chissà chi. E alla fine ha ottenuto parere favorevole. Ripeto: favorevole. Vogliamo dire che chi ha valutato il progetto fino ad oggi non conoscesse la normativa? Assurdo».

E proprio sul via libera già incassato in agosto, il presidente del Veneto rulla il tamburo della crisi del governo rosso-giallo annunciando: «Qui non si tratta di essere pro o contro il Canova. C’è solo un fatto: il progetto era stato approvato. Punto. Se il governo cadrà, noi a Roma stracceremo immediatamente ogni revisione: il piano di ampliamento del Canova è già approvato e verrà sdoganato così com’è».

Ai grillini riserva poi l’ultima provocazione: «Se tanto sanno, tanto sospettano, tanto accusano, che vadano in Procura e facciano denuncia invece di fare tante illazioni. Per loro fortuna siamo nel paese in cui un ricorso al Tar non si nega a nessuno e dove nessuno paga mai i danni quando ferma investimenti milionari andati a vuoto». –

F. D. W.



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