«Voglio uscire dalla caserma» Distrugge l’ufficio e minaccia tutti

Caos ieri mattina nell’hub. Arrestato un 26enne del Gambia Non contagiato, rifiutava la quarantena. È uno dei capi-rivolta
DE POLO . AG.FOTOFILM . TREVISO . CASERMA SERENA PRESIDIO POLIZIA E FORZE DELL'ORDINE
DE POLO . AG.FOTOFILM . TREVISO . CASERMA SERENA PRESIDIO POLIZIA E FORZE DELL'ORDINE

treviso

Attimi di tensione e paura ieri mattina all’interno dell’ex caserma Serena da quattro giorni obbligata alla quarantena per il maxi contagio da coronavirus che ha infettato oltre 137 dei circa 300 ospiti del centro di accoglienza migranti. Dopo le proteste scattate nelle prime ore dopo l’annuncio dell’obbligo di isolamento – poi frenate – ieri un migrante gambiano non contagiato ha dato in escandescenza contestando l’obbligo di quarantena e scatenando un pandemonio tra grida, danni, violenza e minacce.

prima in infermeria

Pare che il migrante, 26 anni, si sia introdotto in infermeria chiedendo conto delle ragioni dell’isolamento imposto a tutti. Nella saletta c’erano il medico e l’infermiera. Gli animi dello straniero, davanti alle spiegazioni del personale sanitario, si sono subito infuocati e dopo aver iniziato ad urlare ha prima strattonato il medico facendolo quasi finire a terra, poi ha preso il computer sul quale l’infermiera stava registrando alcuni dati e l’ha scaraventato a terra. Immediato l’allarme all’interno della caserma presidiata all’esterno da polizia e carabinieri. A intervenire, con altre unità di appoggio, gli agenti della questura.

La fuga e le spranghe

Visti gli agenti entrare in forze dal cancello principale, il 26enne –: già noto per aver creato problemi in passato – ha iniziato a fuggire tra i corridoi e le palazzine dell’ex caserma armandosi, nel tragitto, di due pesanti spranghe di ferro brandite contro gli agenti. La fuga e le minacce di attaccare le forze di polizia con le spranghe se si fossero avvicinate sono diate una decina di minuti, poi il gambiano si è calmato ed è stato immediatamente arrestato dagli agenti della Questura. Dall’ex caserma, dopo un transito negli uffici della polizia, è stato immediatamente tradotto in carcere dove ora attende la direttissima. In carcere, pur sano, verrò messo in area isolata per evitare potenziali contagi, come da prassi.

Il capopopolo e il timore di tensioni

Secondo le prime indiscrezioni, il 26enne sarebbe anche una delle anime della protesta che due mesi fa aveva tenuto sotto scacco la ex caserma per lunghe ore. Una protesta nata a seguito della quarantena che già allora era stata imposta a tutti gli ospiti dopo la scoperta di una positività, e mal digerita da un ristretto numero di profughi che aveva reso necessario l’intervento in forze di polizia e carabinieri, e una lunga trattativa. E c’è chi incrocia le dita sperando che la quarantena non crei nuove tensioni all’interno della struttura e la promiscuità in alcune aree esterne (i malati sono in una unica palazzina) non allarghi i contagi.

Conte attacca tutti

E alla diffusione della notizia, il sindaco di Treviso Conte è tornato a sparare a zero: «Infermeria distrutta, mobili, computer e stampante divelti, un medico e un’infermiera aggrediti. Prendo atto degli episodi di violenza all’interno della Caserma Serena, gli ultimi verificatisi questa mattina. Gli ospiti protestano contro la quarantena, alcuni vanno oltre. Questa non è integrazione. Una cosa è certa» continua a il sindaco su facebook, «qui a Treviso le regole vanno rispettate, fuori e dentro le strutture di accoglienza. Se c’è un’emergenza e si accerta la presenza di un focolaio si resta in isolamento. Punto e basta. In tutto questo devo constatare una cosa: lo Stato, il Governo, il Ministro competente sono tutti assenti e silenti». —



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