Addio a Bruno Della Libera, docente e politico di Vittorio Veneto
Figura storica della sinistra, si è spento a 86 anni. Fu segretario del Pci e vicesindaco al fianco di Botteon. Nel 1988 si impegnò per un’inedita giunta con Dc e Pci

È morto a 86 anni Bruno Della Libera. È stato un fondamentale protagonista del laboratorio politico di quel compromesso storico che nella “città della pace” vide sperimentare la prima collaborazione tra Dc e Pci, con l’aggiunta del Psi.
Insegnante, uomo di cultura, Della Libera, molto impegnato politicamente nella sinistra, riusciva a trovare l’orientamento anche nelle situazioni che esigevano il massimo di perspicacia. D’altra parte, proprio per questo era apprezzato pure dai suoi alunni (prima alla media unificata, poi al liceo, con l’insegnamento del latino e del greco, oltre che dell’italiano).
La politica
Iscritto al Pci, diventa segretario della sezione nei primi anni Settanta: sarà tra gli artefici della fusione delle cooperative di consumo vittoriesi con Coop Emilia-Veneto. Nel 1975 è assessore comunale alla sanità, nel 1980 viene eletto consigliere provinciale del Pci; sarà lui l’interlocutore autorevole che nel 1988 porterà alla formazione di una giunta comunale Dc – Pci, assolutamente inedita per quegli anni.
Per un biennio assunse il ruolo di vicesindaco (con Mario Botteon, esponente di primo piano della Dc, come sindaco) occupandosi di lavori pubblici (di quell’epoca l’avvio del collegamento Celante-Forlanini, strategico per lo sviluppo della città).
Il cordoglio
«Con Bruno Della Libera scompare una figura importante della storia recente di Vittorio Veneto», dichiara la sindaca Mirella Balliana. «Sono moltissimi i vittoriesi che lo ricordano innanzitutto come professore, per la passione e il rigore con cui ha svolto il proprio lavoro e per il rapporto costruito negli anni con i suoi studenti. Ma il suo impegno non si è fermato alla scuola». Della Libera è stato protagonista di una stagione politica molto diversa da quella attuale, caratterizzata da appartenenze forti e da un confronto anche acceso tra posizioni differenti, ma nella quale era altrettanto forte il senso delle istituzioni e della responsabilità verso la città.
«L’esperienza amministrativa che alla fine degli anni Ottanta portò alla collaborazione tra Democrazia cristiana e Partito comunista fu, per quell’epoca, una scelta certamente non scontata» sottolinea la sindaca. Per Balliana, «la sua scomparsa lascia quindi un vuoto che va ben oltre le appartenenze politiche. Vittorio Veneto perde un insegnante che ha contribuito alla formazione di tante generazioni, un amministratore e un uomo che ha partecipato con passione alla vita della comunità».
E a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città la sindaca «esprime alla moglie Rita Ossi, ai familiari, ai suoi ex studenti e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato le nostre più sentite condoglianze e la vicinanza della comunità vittoriese». Per espressa disposizione di Della Libera non ci sarà la cerimonia funebre.
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