Virginia, 106 anni di Mogliano, è la super mascotte degli Alpini

Nonna “Cicci” vive da tempo a Milano, all’Adunata ha abbracciato le penne nere. I suoi segreti? Limoncello dopo pranzo, passeggiata alle 17 e aperitivo tutti giorni

MOGLIANO. Non voleva mancare per nulla al mondo all’adunata degli Alpini di Milano.. E così “nonna Cicci”, dall’alto dei suoi 106 anni e delle due guerre mondiali sulle spalle, si è fatta accompagnare dal figlio Giancarlo e dalla nuora al raduno delle Penne Nere sotto la Madunina.

Si è scattata foto assieme agli alpini di Trento, si è fatta ritrarre con il cappello in testa, ha scherzato e ha assistito alla sfilata.

E loro, gli alpini, sembravano quasi più contenti di lei, come quell’ultracentenaria rappresentasse un gioiello speciale da proteggere, salvaguardare e trattare con cura.

Virginia Pistollato in Gobbetto ha compiuto 106 anni lo scorso 9 aprile: è nata a Mogliano di nascita, vive a Milano dove si trasferì per la carriera del marito - veneziano doc - divenuto dirigente in Alfa Romeo, e mancato successivamente ancor giovane.

Una donna tranquilla, con una grandissima fede, umiltà e saggezza, un pilastro per tutta la famiglia, anche i parenti di Mestre.

Nonna “Cicci”, – è il suo soprannome da quando abitava a Mogliano – gode di ottima salute e gioca ancora con i pronipoti adorati: Gabrielle ed Isabelle. Vive sola (in una abitazione adiacente a quella del figlio), senza badante, fatta eccezione per una ragazza, che tutti i pomeriggi la porta a spasso.

«Quando sono le cinque» racconta il figlio Giancarlo Gobbetto, «deve per forza uscire: con il suo bastoncino va a messa a Santa Rita, poi fa un giro e sulle 19 va a bere l’aperitivo, non lo salta mai».

Dieta? Tre pasti al giorno, adora la pasta alle vongole. Quella che ha mangiato domenica all’Adunata delle Penne Nere.

Con la famiglia è andata alla festa, poi si è recata a mangiare alla Darsena, dove ha preso gli spaghetti. E si è divertita? «Tantissimo», risponde tranquillamente, mi è piaciuto un sacco. Le auguro buon lavoro».

Nonna Cicci ha passato entrambe le guerre: è stata sfollata a Feltre, il padre è stato deportato in Germania, e forse per questo è rimasta attaccata ai vecchi valori.

Tutti i giorni beve dopo pranzo un bicchiere di limoncello, anche questa un’abitudine che non deve venire meno. Per il resto, non si fa mancare nulla.

«Con gli alpini si è divertita molto», racconta ancora il figlio «ma i più divertiti della sua presenza, sembravano loro, erano davvero felicissimi di stare con lei».

Virginia è mamma, nonna e bisnonna. C’è solo una cosa che non ama: stare da sola. Le piace la compagnia di parenti, amici, chiunque pur di fare due chiacchiere. Non è neanche una di quelle centenarie che va a letto presto o che si sveglia all’alba.

Dopo pranzo divano, tivù, a letto a mezzanotte e colazione con calma, sulle 10, dopo aver dormito, con biscotti e caffè latte. Ha due nipoti, Clarissa e Gianluca, e due pronipoti. Qualche anno fa il sindaco di Milano le ha consegnato l’Ambrogino d’oro”, ma lei nel cuore rimarrà per sempre veneta.
 

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