Veneto Banca «Con la bancarotta si scopriranno i veri responsabili»

Si allungano al 2030 i tempi della prescrizione Dalla Marca 1.500 domande per gli indennizzi  

Le reazioni

«Sul piano risarcitorio poco cambia, ma sul piano della giustizia c’è ora la possibilità di fare finalmente chiarezza su quanto è accaduto e accertare le reali responsabilità del dissesto di Veneto Banca». Ne è convinto l’avvocato Luigi Fadalti, che rappresenta un nutrito gruppo di ex azionisti e che nell’estate del 2017 diede di fatto il via alla possibilità che il tribunale di Treviso dichiarasse lo stato di insolvenza dell’ex popolare di Montebelluna. «Qui si potrà finalmente fare il processo per i fatti veri», aggiunge Fadalti sull’indagine per bancarotta che vede indagati Vincenzo Consoli e altri otto ex manager della banca, «e sono convinto che si arriverà finalmente ad accertare che le responsabilità sono state ben più ampie di quelle di cui si è parlato fino ad oggi. Soprattutto se si considera quanto sta accadendo a Bari con la Popolare dove si leggono gli stessi nomi che si erano letti per le vicende delle venete. È credibile che Banca d’Italia e Consob non abbiano avuto qualche ruolo su quanto è accaduto qui?». L’inchiesta per bancarotta, resa possibile dalla conferma da parte della Corte d’Appello di Venezia della dichiarazione di insolvenza decisa dal tribunale di Treviso, spazza via qualsiasi problema riguardo la prescrizione. «Inizierà a decorrere dal giugno 2017 e ci saranno dodici anni e mezzo di tempo per arrivare a una sentenza definitiva. Sono anche convinto che si potrebbe arrivare ad una sentenza di primo grado entro la fine del 2021».

«La Corte d’Appello di Venezia ha confermato la decisione con cui il Tribunale di Treviso aveva dichiarato l’insolvenza di Veneto Banca. La decisione è di notevole rilievo e darà il via all’inchiesta per bancarotta a carico dei componenti dei consigli d’amministrazione della banca», afferma Matteo Moschini del Movimento Difesa del Cittadino, «un reato con termine di prescrizione decennale decorrente dalla data della sentenza di fallimento. Ci auguriamo che le indagini si possano chiudere entro breve e che tutti i responsabili del dissesto di Veneto Banca vengano chiamati a rispondere di tale dissesto e a risarcire i danni subiti dai risparmiatori traditi. Ritengo infine che la decisione della Corte d’Appello di Venezia ci sarà molto utile nelle centinaia di azioni giudiziarie cui abbiamo dato avvio e nelle ulteriori cui daremo avvio nei confronti dei revisori dei conti di Veneto Banca, i quali per anni hanno certificato i bilanci della banca - di una banca in stato di decozione - senza mai muovere alcun rilievo a tali bilanci, inducendo in tal modo i risparmiatori ad acquistare le azioni».

Intanto «sono oltre 6.000 le domande dei cittadini veneti al Fir, Fondo indennizzo risparmiatori, a fronte delle 28 mila sul territorio nazionale». L’ha reso noto ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. «Nello specifico da Vicenza sono state avanzate 2.385 richieste; da Treviso 1.560; 665 da Padova; 520 da Verona; 480 da Venezia, 410 da Rovigo e 84 da Belluno. Per agevolare i cittadini che hanno subito un’ingiustizia vedendo traditi i propri risparmi, nella Legge di Bilancio si è deciso di spostare dal 18 febbraio al 18 aprile 2020 il termine per presentare le domande con il Fir». —

G.B.



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