Fondazione Cassamarca, la svolta vincente: «Così abbiamo risanato i conti»

I dividendi sono ritornati dopo la crisi finanziaria: ora superano i 6 milioni. Drastica spending review e macchina alleggerita: da 80 a 25 dipendenti

Andrea Passerini
Luigi Garofalo è il presidente di Fondazione Cassamarca
Luigi Garofalo è il presidente di Fondazione Cassamarca

Erede di una storia centenaria, figlia della Cassa di Risparmio nata nel 1822, che poi aveva aggregato Castelfranco, Asolo e Vittorio Veneto, Fondazione Cassamarca è nata dopo la riforma Amato, nel 1992.

Il patrimonio e l’abisso

All’origine, aveva un patrimonio di duemila miliardi di lire, con cui il presidente Dino De Poli, rimasto in carica fino al 2018, ha attuato una colossale opera di investimenti immobiliari, culturali e artistici a beneficio della città e del territorio provinciale – i teatri, la riapertura dell’università a Treviso nel 2000 dopo sette secoli, la cittadella Appiani, lo sviluppo delle attività dell’ateneo, il polo di Ca’ Tron, quello di Ca’ Zenobio – che hanno finito per erodere le risorse iniziali nel momento in cui la crisi finanziaria del 2008 ha interrotto i ricchi dividendi di Unicredit, ritornati solo tre anni fa.

L’università di Treviso in tre poli secondo Cassamarca: Turazza, Salsa e Dogana
Il Quartiere Latino di Treviso con l’esterno del palazzo ex Dogana a San Leonardo, sede di Giurisprudenza nel capoluogo.

Il piano di risanamento

Oggi Fondazione, che ha sede a Ca’ Spineda in piazza San Leonardo, ha concluso il piano di risanamento finanziario che il presidente Luigi Garofalo successore di De Poli (e oggi al secondo mandato), aveva concordato con il ministero delle Finanze come ultimo salvagente.

E ha eliminato ogni politica immobiliare con recenti alienazioni, dismissioni o valorizzazioni di immobili (resta un nocciolo duro essenziale) per concentrarsi su cultura, formazione di alto livello, promozione turistica e territoriale, aprendosi anche alle ricettività alberghiera.

Dopo una robusta spending review interna, la cessione del teatro Comunale a Ca’ Sugana e al teatro Stabile del Veneto, è stato azzerato il debito con la casa madre Unicredit (187 milioni di euro) e ora sono tornati i dividendi (oltre 6 milioni).

L’attenzione al personale

«La macchina è stata smagrita, passando da 80 a 25 dipendenti, nel giro di sette anni, senza alcun licenziamento».

Era del resto uno dei mantra del presidente Garofalo sin dal suo insediamento), e oggi costa tra i cinque e i sei milioni, poco più di un quarto rispetto al passato. Il personale è stato riqualificato, sono state avviate nuove attività in linea con la mission della Fondazione, non più solo culturale e di formazione universitaria. E seguendo gli obiettivi legati a turismo e promozione territoriale, sono nate bottega dei vini e la libreria ai Carraresi, ma anche il B&B all’Umanesimo Latino vicino alla sede universitaria di San Leonardo.

«Avevo detto che non avrei mai licenziato nessuno, e così è stato. Alcuni sono usciti seguendo il teatro, altri sono andati in pensione o hanno chiesto un uscita anticipata con incentivi», ha spiegato Garofalo, «non avevamo personale legati alla mostre dei Carraresi, piuttosto i bidelli dell’università. Tutti riqualificati, anche se ora potremmo aver bisogno di nuovo personale più specializzato ancora: non basta vendere libri, no? Bisogna anche saperli acquistare».

E il presidente sottolinea come si sia passati da «un’esigenza di mero collocamento dei lavoratori, nessuno escluso. Oggi che le attività si ripagano emerge il bisogno di specializzazioni e attenzioni ch e monitoreremo».

 I nomi di Fondazione

La Fondazione è guidata da un consiglio di Indirizzo e di Programmazione, presieduto da Garofalo: vice è il professor Paolo Ruffilli, consiglieri sono l’avvocato Diego Casonato, per il Comune di Treviso; il geometra Diego Filippetto, per la Provincia; i professori Giuliana Martina e Tomaso Patarnello, che rappresentano rispettivamente Ca’ Foscari e il Bo; il geometra Amedeo Gerolimetto, per il Comune di Castelfranco; la dottoressa Alessandra Polin per l’associazione Comuni della Marca aderente ad Anci; e la professoressa Marina Malavasicooptata. Nel consiglio di Attuazione e Amministrazione, sempre guidato da Garofalo, siedono la professoressa Antonietta Pastore Stocchi e il dottor Alberto Fabris de Fabris. —

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