Vendemmia, c'è troppa uva: a Treviso è in svendita su subito.it

Un’azienda di San Fior punta sugli sconti per non lasciare i grappoli a marcire. La cantina sociale di Codognè ha bloccato i conferimenti per quattro giorni

SAN FIOR. L’eccezionalità di questa vendemmia è ormai cosa nota. I vigneti pendono sotto il peso dei grappoli d’uva e gli agricoltori cercano in tutti i modi di piazzare quanto più prodotto possibile, con le cantine sociali che li bloccano sul cancello perché troppo piene di mosto. Dopo aver conferito la quota è ancora tanta l’uva che rimane appesa sulle vigne d’oro della Marca, quelle del Pinot e del Prosecco.

VENDITA IN INTERNET. E allora ecco che un coltivatore di San Fior ha avuto un’idea geniale: l’altro ieri ha creato un annuncio sul subito.it per piazzare 25-30 quintali di uva Prosecco Doc, alla modica cifra di 0,60 euro al chilo. In tutto, farebbero 1800 euro per estrarre circa 20 ettolitri di vino, 1500 bottiglie.

L’UVA RISCHIA DI MARCIRE. Allora chiamiamo quella che sul web si firma Lucia (forse in realtà un familiare dell’agricoltore). Risponde una voce maschile. L’uva da cui estrarre lo spumante con cui il Veneto ha ormai stracciato lo Champagne e sommerso tutto il mondo è ancora sulle piante, pronta per essere vendemmiata e portata a qualche cantina privata che abbia bisogno di una trentina di quintali d’uva: «La lasciamo al massimo qualche altro giorno sulle viti, altrimenti poi l’uva marcisce. Poi non è che vada buttata via: o riusciamo a piazzarla oppure la vendemmiamo e ci facciamo un po’ di vino da tenerci in casa», spiega il coltivatore. Le cantine sono sature, ormai. Nemmeno quelle private accettano più uva, dopo che colossi come le sociali di Ponte di Piave, Oderzo e Fontanelle hanno imposto un rallentamento degli arrivi se non proprio la chiusura per qualche giorno. Tutta l’uva in eccedenza è stata piazzata, com’è sempre successo in passato.

L’ABBONDANZA? UN DISASTRO. Ma quest’anno c’è un salto quantomeno tecnologico, che spiega meglio di tante parole come i viticoltori abbiano vissuto come un disastro l’eccezionale raccolto di quest’anno, che in alcuni casi ha avuto perfino conseguenze nefaste sul grado alcolico che l’uva è riuscita a sprigionare. Il mercato è tanto saturo da costringere gli uomini e le donne del settore a non basarsi più solamente sulla fittissima rete di conoscenze che si riescono a sviluppare nelle associazioni locali che si impegnano a tutelare gli agricoltori.

CODOGNè HA DETTO STOP. Da ieri, e fino a domenica, c’è lo stop del conferimento dell’uva nella cantina di Codognè. Gli agricoltori potranno ripresentarsi da lunedì prossimo. Diversi viticoltori sono rimasti sorpresi, perché era accaduto la sospensione per uno o due giorni, ma non per quattro consecutivi. La vendemmia del Prosecco a Codognè e per i soci della cantina dovrà perciò essere sospesa durante questo fine settimana. «Tutti i viticoltori mi confermano che questa annata è molto buona sia per quantità che qualità – spiega il sindaco Roberto Bet - molti vendemmiano con le macchine e in poco tempo riescono a raccogliere e quindi conferire diversi quintali ed è comprensibile che la gestione di grossi quantitativi possa diventare problematica. La cantina è comunque strutturata e non ci saranno problemi». 

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