Bancarotta di Velvet Media, processo a novembre
È stata fissata per il 24 novembre l’udienza preliminare per gli amministratori della società castellana

È stata fissata per il 24 novembre l’udienza preliminare dell’inchiesta per bancarotta fraudolenta nei confronti di Bassel Bakdounes e di Eddy Bizzotto, gli amministratori dell’agenzia di marketing e comunicazione di Castelfranco, dichiarata fallita tre anni fa. L’udienza, che si terrà davanti al giudice delle udienze preliminari Cristian Vettoruzzo, deciderà le sorti giudiziarie dei due imputati che si proclamano estranei alle accuse.
Le accuse
Pesanti le accuse nei confronti dei vertici di Velvet Media che per quasi dieci anni, dal 2014 al luglio del 2023, secondo le indagini della procura, quando fu dichiarata fallita, non pagarono le imposte e nemmeno i contributi dei dipendenti, accumulando nel corso degli anni un passivo sempre più grande.
Per mascherare la difficoltà finanziaria era stato usato, secondo l’accusa, il trucco della falsificazione dei bilanci dove alcuni valori (come i crediti sociali) erano gonfiati mentre altri sottostimati. La società, con sede a Castelfranco Veneto, era stata dichiarata fallita con un passivo che sfiora gli 11,8 milioni di euro.
A fronte di questa esposizione, le somme recuperate fino a poco tempo fa sono inferiori ai 300 mila euro.
Lavoratori non pagati
Un divario che pesa in particolare sui 44 dipendenti seguiti dalla Filcams Cgil di Treviso: per loro restano scoperti circa 350 mila euro di retribuzioni, nonostante l’intervento del fondo di garanzia dell’Inps abbia coperto oltre 400 mila euro. Intanto lo stesso sindacato ha preannunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo.
La scelta nasce dal ruolo che la Filcams-Cgil ha avuto nel rappresentare e tutelare i dipendenti dell’azienda, che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze della crisi e della vicenda societaria, e da cui risultano tuttora creditori di cifre che variano da quattromila fino a ventisettemila euro.
La vicenda esplose nella primavera del 2023, dopo le prime segnalazioni di stipendi arretrati e mancate liquidazioni. Fondata nel 2013, l’avventura imprenditoriale di Bakdounes e Bizzotto, che fece parlare di sé per aver abolito l’orario e istituito l’esperimento del “lavoro per obiettivi”, si è chiusa con un fallimento.
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