Unesco, tensione per le sedi sul territorio

Villa dei Cedri a Valdobbiadene sarà centrale operativa della fondazione, ora i sindaci dell’area puntano agli uffici di servizio
VALDOBBIADENE VILLA DEI CEDRI MOSTRA NAZIONALE DELLO SPUMANTE fotocronaca - valdobbiadene mostra dello spumante
VALDOBBIADENE VILLA DEI CEDRI MOSTRA NAZIONALE DELLO SPUMANTE fotocronaca - valdobbiadene mostra dello spumante



Tra un mese esatto, il 22 gennaio, davanti al notaio Broli di Conegliano verrà costituita la Fondazione Colline Unesco. Ed è quindi corsa contro il tempo per definire i presupposti logistici e l’organigramma possibile con l’individuazione di presidente e membri del consiglio di amministrazione.

LA SEDE

I sindaci hanno deciso, alcuni facendo buon viso a cattiva sorte, che la sede legale può essere quella indicata dalla Regione, Villa dei Cedri a Valdobbiadene.

Le polemiche, seguite alla raccolta di firme (quindici in tutto), da parte di Albino Cordiali, sindaco di Vidor, con particolare riguardo all’area Lega, sono rientrate nella riunione dell’Ipa, l’altra sera; era di fatto una sottoscrizione per Valdobbiadene.

Nelle prossime settimane i sindaci, tutti insieme, proveranno a mettersi d’accordo sulle altre sedi, quelle di “servizio” da articolare sul territorio. Non sono da escludersi dei colpi di scena al riguardo, se non vere e proprie scaramucce. Che ci sia maretta è già nell’aria.

Comuni in lizza

Stefano Soldan, primo cittadino di Pieve di Soligo, mette subito le mani avanti: «Io non propongo candidature. Ma il ruolo che spetta alla mia città, essendo sede da sempre del Consorzio Conegliano-Valdobbiadene, è più che evidente».

Fabio Chies, sindaco di Conegliano, precisa subito che essendo la città fuori della core zone, non poteva avanzare candidature di rappresentanza legale.

Ma subito dopo Chies elenca i pregi della sua città: «Siamo di fatto la porta d’ingresso di questo patrimonio dell’umanità, abbiamo la scuola enologica più antica d’Italia e una delle cantine più storiche, come la Carpenè, e quindi siamo legittimati ad essere punto di riferimento delle attività culturali e sociali della Fondazione Unesco.

«Proprio qui a Conegliano – aggiunge Chies – i visitatori possono ammirare il paesaggio protetto dall’Unesco così com’era ai tempi del Cima. Proprio come viene proposto nella meravigliosa Pala esposta nel nostro duomo».

A Vittorio Veneto, però, si attende che cosa annuncerà il sindaco Antonio Miatto nel consiglio comunale di domani sera. «Dirò – anticipa Miatto – che Vittorio Veneto, è una città-simbolo per molti aspetti, fa parte della core zone ed ha tutti i titoli, anzitutto storici e culturali, per fare sintesi delle iniziative che di volta in volta verranno proposte».

VILLA CROZE

Per il sindaco Miatto, Villa Croze è già pronta e potrebbe essere considerata un punto di riferimento per rappresentare la Fondazione Colline Unesco.

Vuole essere della partita anche Mario Collet, sindaco di Follina, che mette a disposizione un antico palazzo di recente acquisizione. «Mi permetto di chiosare – interviene a questo punto Soldan di Pieve di Soligo – che quanti offrono le sedi sono così generosi da non pretendere di essere rimborsati delle spese da tutti i 29 Comuni dell’area Unesco». Parole con una sfumatura di provocazione.

I PROSSIMI PASSI

Tra i vari adempimenti, prima delle firme davanti al notaio Broli di Conegliano fissate per il prossimo 22 gennaio per costituire la Fondazione Colline Unesco, c’è anche l’approvazione dello statuto che esigerà un ampio approfondimento e relativa discussione.

«Siccome il percorso è ancora lungo e complesso – conclude il primo cittadino di Pieve di Soligo – l’altra sera i sindaci si sono dichiarati impegnati ad evitare ogni possibile polemica e ad andare avanti con la massima collaborazione». —



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