Una mega-condotta idrica dal traforo di Sant’Augusta fino a Colle Umberto

Al via l’opera di potenziamento Piave Servizi ha accatastato oltre un milione di tubi per condurre l’acqua potabile fino al polo di San Martino 

VITTORIO VENETO. Tubi da un metro e 20 centimetri di diametro per immagazzinare l’acqua delle sorgenti della Val Lapisina nel grande serbatoio di San Martino di Colle Umberto che ha il compito di dissetare tutte le popolazioni a valle, fino all’altezza di San Polo di Piave e comunità dei dintorni. L’opera è in carico alla società Piave Servizi, trasformatasi recentemente in spa; presidente è Alessandro Bonet.

«I tubi che stiamo accatastando in un’area vicino all’ospedale di Costa», spiega, «ci servono per allungare la megacondotta dal traforo di Santa Augusta fino a San Martino».

I lavori sono ormai prossimi, ma soltanto per il tratto fra Rindola (uscita sud della galleria) e l’area del Victoria, a Costa. Nella parte superiore, l’interramento è già avvenuto.

«Partiti dalle sorgenti ci siamo fermati in località La Sega, nell’attesa dell’apertura del traforo», spiega Bonet. «L’anno scorso è stata portata a compimento anche questa parte» .

Un chilometro e 700 metri di perforazione, un milione di tubazioni. E adesso il resto.

Lungo la stretta di Serravalle transita già una condotta che assicura l’approvvigionamento d’acqua da Vittorio Veneto verso la pianura, ma è stato constatato che l’impianto è obsoleto e avrebbe bisogno di un radicale rinnovo.

Il progetto data ancora ai tempi di Giancarlo Scottà presidente dell’Ato, quindi una decina di anni fa; è stato lui ad avviare il nuovo impianto. «Per arrivare al centro di raccolta delle acque a San Martino di Colle Umberto», anticipa Bonet, «abbiamo bisogno di perfezionare alcuni accordi con i Comuni, ma questo sarà l’impegno dei prossimi mesi».

Da San Martino a San Polo le condutture esistono già. Ma l’assessore ai lavori pubblici di Vittorio Veneto, Bruno Fasan, non appena ha scorto il cumulo di tubi è andato a ripescare una sua idea, anch’essa di 10 anni fa: «È giusto che il Comune di Vittorio Veneto pretenda le royalties sull’acqua che garantiamo, perché ci costa la gestione delle sorgenti, la loro protezione in particolare». —

Francesco Dal Mas

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