Un Fico a Treviso Depositato il piano di riqualificazione dell’ex Pagnossin
Sono passati ormai più di quattro anni dal giorno in cui Damaso Zanardo comprò l’ex Pagnossin lanciando, a distanza di qualche tempo, il suo personalissimo progetto di un hub di eccellenze. Oggi l’ex fabbrica è ancora lì, tutta da trasformare. A ostacolare il progetto sopratutto la burocrazia, l’iter delle autorizzazioni e dei percorsi progettuali. Quasi due anni e mezzo «estenuanti» a sentire i piani alti di Opendream, la società con cui Zanardo guida il piano di rilancio del complesso. Ma ora si è arrivati alla svolta. Lunedì la società ha depositato il piano per la ristrutturazione di tutta l’area.
ai blocchi di partenza
È un faldone voluminoso, fatto di documenti, viste, proiezioni, rilievi architettonici e analisi. Dentro c’è tutto il futuro degli oltre 100 mila metri quadrati dell’ex fabbrica di ceramiche di cui Zanardo, oggi, ha restaurato una piccola porzione facendola diventare sede temporanea della logistica sanitaria. Il vero cuore del progetto sta infatti nella lunga serie di edifici dismessi e in attesa di intervento, quelli dove l’imprenditore veneziano negli anni passati ha organizzato eventi dedicati al food e pure un’assemblea generale di Unindustria. Allestimenti provvisori, per far assaggiare il potenziale dell’area, che rimaneva però incatenato negli uffici. Quelli di Ca’ Sugana in primis. Percepibile l’irritazione nella committenza, trovatasi davanti intoppi «ben oltre le aspettative». Prima il Pat, poi il piano interventi, le osservazioni, le controdeduzioni, le ri-osservazioni ... Ma alla fine il piano è arrivato al traguardo, quello che di fatto segna l’inizio del vero e ultimo percorso di approvazione.
frecciate di conte
«Ci siamo impegnati in questi mesi per riuscire a risolvere tutte le problematiche e rendere più agevole il percorso di un piano nel quale crediamo profondamente» ha detto il sindaco di Treviso Mario Conte, «ora inizia l’iter di approvazione, che voglio sia il più attento ma spedito possibile. In passato con la precedente amministrazione, a Zanardo è stato indicato un percorso più tortuoso del dovuto, che ha fatto perdere troppo tempo e incontrare troppi problemi. Ora basta».
il progetto
Il piano non prevede alcun genere di edificazione, solo rigenerazione dei volumi esistenti, dai forni ai magazzini, dai padiglioni ai vari capannoni artigianali per ospitare una lunga serie di vetrine delle eccellenze del made in Italy, sulla falsariga di Fico a Bologna o. «Non un metro cubo in più» spiega Damaso, «anzi, riduzione delle copertura grazie ad una serie di cuci-scuci per fare spazio a viali e percorsi verdi». A corredo del restauro degli ex capannoni c’è infatti la riqualificazione degli spazi esterni dove, nei primi progetti redatti fino a oggi, troveranno spazio oasi verdi, giochi d’acqua, aree coltivale e naturalmente parcheggi per auto, ma soprattutto bici. Perché la struttura pensata da Zanardo vuole essere attrattiva per tutti, per chi arriva in auto, chi si muove in bici o a pedali (è previsto il collegamento diretto con la Ostiglia) o in aereo. Tutto sulla scorta di analisi economiche e progettuali fatte anche con lo Iuav e lo studio Aspro di Vicenza.
made in Italy & veneto
Questo l’obiettivo: un polo delle eccellenze, dal vino alla tecnica, dal cibo all’artigianato, dallo sport al turismo. Una visione a 360 gradi del meglio di Treviso, della Marca, del Veneto che Damaso mise a servizio della candidatura di Treviso a capitale della cultura 2020, poi persa. E che la giunta attuale conta di sfruttare appieno.—
Federico de Wolanski
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