Tutto esaurito a San Silvestro Per il cenone spesa da 7 milioni

Non ci sono speranze per i “last minute” del cenone: a Treviso città è impossibile prenotare un tavolo per domani sera. Tutto esaurito da giorni, secondo l’indagine avviata da Fipe (Federazione dei Pubblici Esercizi). Resta qualche speranza in provincia, ma solo nei locali che, per scelta, hanno deciso di non accettare prenotazioni, riservando alcuni posti liberi agli avventori dell’ultimo momento. In generale sono state feste natalizie più che soddisfacenti per bar e ristoranti: «Il quadro complessivo è incoraggiante» conferma Dania Sartorato, Fipe Treviso, «il turismo sta crescendo, anche se non ancora con numeri clamorosi, mentre i consumi nella nostra provincia sono aumentati del 4 per cento nell’ultimo quadrimestre rispetto all’anno scorso. Parliamo delle attività di ristorazione: non è un mistero che oggi la città sia sempre piena e si fatichi a trovare un posto». Inutile provarci per domani sera: «Il veglione è sold-out, restano un 30 per cento di posti liberi in provincia nei ristoranti che non accettano prenotazioni. I centri storici sono presi d’assalto, offrono molto più che in passato. Il concetto di “città deserta” a Treviso è decisamente superato. Sono aumentati i consumi fuori casa, la tendenza è a ridurre un po’ la spesa domestica a fronte di una crescita della ristorazione e del commerciale».Quanto si spenderà per il cenone? Fipe ipotizza - al ribasso - una spesa media di 50 euro a testa in ciascuna delle attività di ristorazione della Marca, per una media di 30 coperti a ristorante: «Siamo sui 7-8 milioni di euro in una sera, ma appunto, è un calcolo al ribasso». Sono cambiate, nel tempo, anche le abitudini dei clienti e quindi le richieste ai ristoranti: «Le esigenze sono in evoluzione, così come tutta la società. Per il cenone di San Silvestro i locali tendono a proporre il menu tutto compreso, ma ci siamo accorti che in realtà piace di più la formula della scelta libera, dove si possa scegliere cosa mangiare senza essere vincolati. È anche una questione di tempi: sempre più persone non vogliono più restare tutta la sera sedute al ristorante, perché magari preferiscono cenare e poi farsi una passeggiata in centro a Treviso per gustarsi i fuochi d’artificio o brindare da un’altra parte. È una formula che garantisce flessibilità al cliente ma può comunque portare margini al ristoratore».

In generale tutto il mondo del commercio ha espresso soddisfazione per l’andamento degli acquisti nelle festività in corso. Confartigianato stima che i trevigiani spenderanno, fino all’Epifania, 200 milioni di euro per generi alimentari e bevande: pane, pasta, carni, salumi, formaggi, verdure, ortaggi, frutta e, soprattutto, dolci e vini, distillati, meglio se della tradizione locale. Cui si sommano le cene al ristorante e i brindisi fuori casa. —

A.D.P.

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