«Turismo, artigianato, natura punti di forza su cui investire»

asolo. «Il solo Comune di Borso del Grappa, cinquemila abitanti, registra cinquantamila presenze l’anno con il volo libero. Questo è uno dei punti di forza del territorio che vogliamo promuovere nel settore degli sport che rispettano e valorizzano l’ambiente». A sottolineare una delle peculiarità dell’area che si candida a diventare Riserva della Biosfera è la presidente dell’Ipa Terre di Asolo e Monte Grappa, Valentina Fietta, libero professionista, un master in European Project Management e vicesindaco di Mussolente.
Quali vantaggi otterrete da questa progettualità condivisa?
«Attireremo sempre più turisti. Dalla cabina di regia dell’Ipa, tramite un’indagine della società Etifor, spin off dell’Università di Padova, è emerso un dato positivo. Su 240 questionari che hanno permesso di raccogliere dati da diverse strutture alberghiere, analizzando non il turismo mordi e fuggi ma i soggiorni di chi si ferma nel territorio per almeno due notti, risulta che la capacità di spesa media di turista è attorno ai 200 euro al giorno, contro la media di 140 euro. Ciò prova che i ricchi non vanno solo a Venezia e che nel territorio della nostra Ipa si riversano flussi turistici di chi cerca la qualità. Ci sono grandi margini per le nostre attività che vivono di turismo. Il turismo locale di qualità, slow, è solo uno dei filoni che seguiremo nella progettazione».
Quali sono altri punti cardine da sviluppare?
«La promozione dell’artigianato e delle imprese locali, la valorizzazione delle buone pratiche delle associazioni locali, senza dimenticare gli spot all’aria aperta. Tra i nostri masterclass c’è lo sviluppo della ciclopedonalità, per incentivare la mobilità lenta. Questa è l’occasione per condividere nuovi progettualità insieme. Questa è la prima volta che tutti i Comuni del Monte Grappa si mettono insieme, superando i confini e i campanili di un territorio che è sempre stato frazionato a livello amministrativo».
Dove troverete i fondi per concretizzare i progetti?
«Già ora dico ai cittadini che l’ottenimento del marchio non equivale ad un automatico arrivo di finanziamenti. Ma si potranno più facilmente sviluppare partenariati pubblico privati, anche con università, instaurando sinergie con altre Riserve della Biosfera, per predisporre progetti europei che riconoscono un più alto indice di premialità ai territori che si fregiano del logo dell’Unesco. La certificazione riconosce infatti la virtuosità dell’area, è dunque un modo per qualificare i nostri territori. A cascata, anche la Regione e la Camera di Commercio tendono a premiare le aree che condividono progetti d’ampio respiro, gli enti sono più propensi ad investire quando riscontrano una strategia di lungo periodo».
Cosa metterete in luce nel dossier?
«Nei progetti che condivideremo, nel dossier, espliciteremo esempi di conservazione e tutela della biodiversità, casi di sviluppo sostenibile nelle aziende locali, ma potremmo promuovere anche nuove filiere, ed è qui che entra in gioco la creatività, pensando a come rendere maggiormente attrattiva, ad esempio, tutta la filiera delle malghe. La terza funzione che viene valutata dall’Unesco, su cui ci concreteremo, è il supporto logistico, inteso come lavoro di ricerca scientifica e formazione continua, fondamentale per supportare lo sviluppo nel lungo periodo». —
M. C. P.
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