Truffato dal finto bancario al telefono, perde 75mila euro

Sms e chiamata “della banca” fanno scattare il panico: 54enne di Treviso trasferisce tre bonifici da 25mila euro. Indagini dei carabinieri, il conto porta in Campania

Rossana Santolin
Truffato dal finto bancario: perde 75 mila euro
Truffato dal finto bancario: perde 75 mila euro

«Abbiamo rilevato dei tentativi sospetti di accesso al suo conto, deve trasferire il suo denaro per metterlo in sicurezza».

La chiamata ricevuta da un sedicente bancario, preceduta da un alert via sms arrivato dalla sua banca, hanno mandato nel panico un cinquantaquattrenne di Treviso che, guidato da quello che si sarebbe rivelato un truffatore, ha spostato 75 mila euro in un altro conto corrente: tre bonifici da 25 mila euro da inviare alle coordinate segnalate dall’impiegato.

Un raggiro da manuale. L’uomo ha realizzato quanto subìto solo a mente fredda e giovedì mattina si è rivolto ai carabinieri per denunciare l’episodio. Le prime indagini, fanno sapere gli investigatori, portano in Campania. Per la vittima potrebbe esserci ancora margine per recuperare il denaro.


La chiamata e l’sms


La capacità persuasiva del finto impiegato e il messaggio ricevuto dal proprio istituto sono bastati a far cadere il trappola il cinquantaquattrenne che si è fidato della persona al telefono. Modi garbati, linguaggio da esperto e abilità nel trasmettere un senso d’urgenza che annebbia la mente e spinge ad agire d’impulso.

L’uomo non ha esitato a procedere con il trasferimento del denaro dal suo conto, che a dire dei truffatori era stato «clonato», a quello indicato dal sedicente bancario. Eseguita la terza tranche da 25 mila euro, il finto impiegato di banca è sparito nel nulla. Solo in quel momento il cinquantaquattrenne ha realizzato di essere stato truffato. I carabinieri sono ora sono sulle tracce dei responsabili. Dai primi riscontri il conto dove è stato trasferito il denaro è stato localizzato in Campania.


Il fenomeno


Il fenomeno delle truffe telefoniche e online dilaga e miete vittime anche tra le fasce più giovani di popolazione. Dietro i raggiri spesso si annida la criminalità organizzata. Non sono meno esposte a rischi le persone più avvezze alla tecnologia, segno della crescente abilità di chi architetta le truffe.

Quella del conto clonato è solo una delle tecniche impiegate.

Tra quelle sempre diffuse ultimamente spicca quella del finto Cup che ha l’obiettivo di svuotare il credito telefonico dell’utente. Si parla di piccoli importi, ma che moltiplicati per le persone che cadono nella trappola fruttano bottini da capogiro agli hacker. Le forze dell’ordine consigliano di diffidare di chiunque, anche spacciandosi per pubblico ufficiale, avanzi richieste di denaro. Per fugare ogni dubbio, basta comporre il 112.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso