Grave complicanza di un’otite: salvata bimba di due anni all’ospedale di Treviso

Ricoverata per un’otite degenerata in mastoidite, la piccola – nata prematura e di soli 7,5 chili – è stata operata con successo al Ca’ Foncello. Intervento complesso, decorso positivo e dimissioni dopo cinque giorni

Il dottor Frezza, direttore della Chirurgia Funzionale dell’Orecchio dell'ospedale di Treviso
Il dottor Frezza, direttore della Chirurgia Funzionale dell’Orecchio dell'ospedale di Treviso

Un intervento chirurgico complesso, eseguito con successo all’Ospedale di Treviso, ha salvato una bambina di appena due anni, nata prematura e con un peso di soli 7,5 chili, colpita da una grave complicanza di otite.

La piccola era stata ricoverata in Pediatria per un’otite evoluta in otomastoidite destra, una forma avanzata in cui l’infezione si estende alla mastoide, l’osso dietro l’orecchio. Una condizione potenzialmente molto pericolosa, che se non trattata in tempo può provocare meningite, ascessi cerebrali o danni permanenti all’udito.

Il rapido peggioramento clinico, confermato da Tac e risonanza magnetica, ha reso necessario l’intervento chirurgico: una mastoidectomia con drenaggio eseguita dall’équipe di Chirurgia funzionale dell’orecchio diretta dal dottor Daniele Frezza, con il supporto di un team multidisciplinare.

«L’operazione è stata particolarmente complessa per il peso ridotto e le dimensioni molto piccole del cranio, oltre che per la conformazione ancora immatura della mastoide», spiega Frezza. «La vicinanza a strutture delicate come il nervo facciale ha reso necessario il massimo livello di precisione».

Nonostante le difficoltà, il decorso post-operatorio è stato positivo: la bambina è migliorata progressivamente ed è stata dimessa dopo cinque giorni.

Il caso rappresenta un risultato rilevante anche dal punto di vista clinico: la paziente è infatti la più piccola, per peso e caratteristiche anatomiche, tra gli oltre 50 casi trattati negli ultimi tre anni dall’équipe trevigiana, di cui 32 operati. Numeri che confermano il centro come punto di riferimento per le complicanze otologiche pediatriche.

Determinante, sottolineano dall’ospedale, è stato il lavoro di squadra tra specialisti di otorinolaringoiatria, anestesia, pediatria e neuroradiologia, fondamentale nella gestione dei casi più complessi.

Proprio la mastoidite in età pediatrica resta una delle complicanze più temute delle otiti. Per questo l’ospedale è impegnato anche nella formazione dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di favorire una diagnosi precoce. In questa direzione si inserisce il convegno scientifico in programma il 18 aprile all’Ordine dei Medici di Treviso.

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