Trovato e denunciato il turista austriaco che ha rotto la statua «Pagherò i danni»

Il 50enne rintracciato grazie alle regole anti coronavirus Nel video si vede che si allontana facendo finta di niente

/ possagno

Sperava di averla fatta franca. Nelle immagini riprese dalle telecamere della Gipsoteca si vede chiaramente il cinquantenne austriaco che, dopo essersi reso conto di ciò che ha combinato con quel maldestro “selfie”, prova prima a far finta di niente vicino all’opera appena danneggiata e poi si allontana da essa nella speranza di non essere stato visto. Ma fortunatamente, grazie anche alle nuove regole imposte dal contenimento del Covid, il turista è stato individuato e denunciato dai carabinieri.

il video

I filmati a circuito chiuso della Gipsoteca di Possagno lo hanno inchiodato alle sue responsabilità: le immagini mostrano chiaramente che l’uomo, un 5Oenne di Aistersheim nel nord dell’Austria dove gestisce un negozio di abbigliamento e attrezzatura sportiva, alcuni giorni fa si era sdraiato a fianco della statua di Paolina Borghese (che lo scultore Antonio Canova aveva realizzato tra il 1804 e il 1808) e dopo la foto si è alzato ma con il suo peso ha spezzato il piede della statua in gesso, rendendolo monco dell’alluce e parte di altre due dita. Poi, facendo finta di nulla si è allontanato. Il danno non è stato ancora quantificato dalla direzione della Gipsoteca, che sta attendendo i restauratori, ma non dovrebbe essere di grande entità. La statua, stranamente senza una filo di protezione, contribuisce a fornire l’immagine completa dell’arte e della vita di Canova: oltre ai gessi (che sono le statue originali, di cui i marmi sparsi per il mondo sono le repliche), nel museo sono custoditi i dipinti a olio e a tempera, i disegni, le memorie, i vestiti, gli strumenti di lavoro, i libri.

l’indagine

I carabinieri di Pieve del Grappa hanno stabilito, fin da subito, che quella persona faceva parte di un gruppo di turisti austriaci che, in rispetto delle disposizioni per il Covid-19, aveva prenotato la visita attraverso accredito, inviato via mail al museo. Proprio da quel messaggio di prenotazione, i militari hanno contattato la donna che aveva fissato la visita per una decina di persone, spiegandole, con un interprete, la gravità del danno. A quel punto, in lacrime e presa dalla disperazione, la donna ha riferito che l’autore dello scempio era il marito, aggiungendo che era intenzione del consorte spiegare l’accaduto, scusarsi e rendersi disponibile ad affrontare le conseguenze delle sue azioni e dunque a pagare i danni. E così, alcune ore dopo, alla caserma dell’Arma di Pieve del Grappa è arrivato per email un accorato messaggio con cui l’uomo trasmetteva le sue generalità e la foto della propria carta d’identità, confermando i fatti così come ricostruiti dalle indagini, assumendosi totalmente la responsabilità, consapevole delle conseguenze che lo attendono. Nel frattempo i carabinieri hanno trasmesso all’autorità giudiziaria una dettagliata relazione sul contenuto delle indagini, con l’ipotesi di reato di danneggiamento.

le lettere

L’uomo ha poi scritto a Vittorio Sgarbi per autodenunciarsi dopo aver letto dell’incidente sui giornali austriaci. «Io rimango a completa disposizione per questo incidente» precisa il testo della mail inviata a Sgarbi, «è stato un comportamento irresponsabile da parte mia, le conseguenze non mi erano note, pertanto ho continuato normalmente la visita al museo e l’intero soggiorno in Italia, non sono fuggito». Il turista chiede quindi «informazioni sui passi che sono necessari da parte mia in questa situazione per me molto spiacevole e per la quale, in primo luogo, mi scuso in tutti i modi».—

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso