Troppi incivili al parco Stella rifiuti e vandali nell’area verde

La proprietà, dopo avere eliminato i cestini, non sa più come intervenire «Le telecamere sarebbero di scarsa utilità, la vigilanza troppo costosa»

ODERZO. Non ci sono soluzioni a breve termine per le due aree verdi che si trovano a ridosso del Parco Stella. Le due porzioni verdi, gestite dai proprietari del parco commerciale (il Consorzio opitergino insediamenti produttivi), sono prese d’assalto dai vandali e dai balordi. Capita spesso di imbattersi in bottiglie, buste e rimasugli di un pasto abbandonati a terra.

D’altra parte, non ci sarebbe nemmeno il posto dove buttarli. I gestori delle aree verdi (la zona è a tutti gli effetti proprietà del Comune, ma viene curata dal Coip in seguito agli accordi che hanno portato all’apertura del parco commerciale) hanno tolto tutti i cestini dalle due aree verdi nel tentativo di limitare l’afflusso di persone malintenzionate e di conseguenza la produzione di rifiuti: «È una scelta che ha premiato», commenta Mirko Sari, geometra che lavora per il Coip. Il consorzio si sta interrogando su qualche altra soluzione per risolvere quasi del tutto il problema, ma tutte le ipotesi prese in considerazione sono state scartate.

Le telecamere non vanno bene, perché le molte zone in ombra presenti nel parco diventerebbero un fortino dei malintenzionati. Un servizio di vigilanza privata che sorvegli il parco ha costi improponibili, che il consorzio non riuscirebbe a sobbarcarsi: «L’area verde è davvero molto estesa e anche per questo abbiamo sempre tenuto piuttosto basse le siepi che si trovano tutt’attorno. Più di questo non sapremmo davvero cosa fare», continua Sari.

Il problema veramente difficile da estirpare sta tutto nell’inciviltà di poche persone che ha trasformato una situazione tutto sommato tranquilla in una davvero ingestibile: «Non abbiamo notato particolari peggioramenti dopo l’incendio», dice Sari riferendosi alle fiamme che il 25 febbraio 2017 devastarono l’ala ovest che allora ospitava i negozi EuroBrico e Unieuro: «Semplicemente non c’è modo di disturbare chi vuol comportarsi in maniera incivile. A ostacolare ogni azione provvede anche la morfologia del terreno su cui sono state create quelle due aree verdi, tali per cui uno si sente in diritto di poter fare qualunque cosa».

In attesa di un confronto con il Comune che possa permettere un maggiore coordinamento fra Ca’ Diedo e il consorzio Coip per gestire al meglio la situazione, restano i problemi. Se il parco giochi che si trova vicino al bar del parco commerciale nel tempo ha subito danni solo marginalmente, così non si può dire per l’ampia area verde che si estende dal lato ovest del parco fino alla zona che costeggia la circonvallazione e l’abitato di Colfrancui. Lì alcune settimane fa un opitergino ha trovato una tavola imbandita di decine di bottiglie di birra e superalcolici, sacchetti di plastica e cartoni colmi di spazzatura. Tutto abbandonato. —

Niccolò Budoia

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