Troppi incidenti alla nuova rotonda il sindaco la assolve «Colpa di chi guida»

MONTEBELLUNA. Non ha nemmeno un anno di operatività, eppure la rotonda davanti all’ospedale sta registrando un primato di incidenti rispetto alle altre rotatorie che ci sono in città. E fatta eccezione per l’investimento di una donna lo scorso agosto, ci sono stati due incidenti “in solitaria” che hanno fatto sorgere il dubbio che lì qualcosa non funzioni. Tanto che già in passato “Alternativa giusta” aveva presentato un’interrogazione per chiedere appunto se la sagoma di quella rotonda non fosse pericolosa. L’ultimo incidente è avvenuto il giorno di Natale, alle 6.30: una donna è andata dritta in direzione del centro città e ha demolito pilastro e cancello della casa che c’è all’angolo sud-ovest della rotonda. Ed è finita in ospedale. Mesi prima in direzione opposta un automobilista di notte era andato diritto e aveva demolito macchina e segnaletica. Curvatura della rotonda troppo stretta? Eccessiva velocità dell’automobilista che è andato diritto anziché fare la curva lì dove c’è una ampia ansa del marciapiede, che segue la curvatura della rotonda, a protezione della sosta dei pullman? E c’era stato pure un altro incidente simile alla parte opposta. Il tutto incirca dieci mesi di presenza della rotonda davanti al San Valentino.

Assolve però la rotonda dell’ospedale il sindaco Marzio Favero: «La rotonda è ben segnalata e illuminata e ha eliminato un pericoloso incrocio e tutti riconoscono che ora la circolazione in quel punto è migliorata – afferma Favero – non conosco le cause dell’incidente della mattina di Natale, ma in generale è l’errore alla guida che causa gli incidenti. Lì poi non è nemmeno da mettere un autovelox, perché servono solo se c’è una doppia corsia in unica direzione altrimenti generano confusione. In generale ci sono troppi automobilisti che non rispettano le norme: l’altro ieri uno col telefonino all’orecchio non mi ha dato la precedenza in via dei Martini, poi è passato col rosso al semaforo pedonale di piazza Moro e a quello successivo ha cambiato corsia all’ultimo ed è passato ancora col rosso e sempre col telefonino all’orecchio». —

Enzo Favero

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