Troppi impegni per le festività Salta l’incontro con i marocchini

Sfuma l’idea della comunità islamica di portare una Natività in dono «Ma l’appuntamento è stato semplicemente rinviato» 

il retroscena

Sfumata l’idea della comunità islamica marocchina di portare un presepe in dono al vescovo di Treviso per Natale. Non per cattiva volontà di monsignor Tomasi – spiegano in Curia - ma a causa dei tanti impegni di questi giorni, molto importanti e densi. Si tratta solo di un rinvio e anche se il presepe arriverà in ritardo, l’incontro si dovrebbe fare comunque dopo il turbinìo delle feste, poiché dà l’occasione al vescovo di incontrare i rappresentanti di altre religioni, come auspicato nel recente incontro con i giornalisti in vescovado.

Sebbene la notizia abbia smorzato un po’ gli entusiasmi, il gesto di donare un presepe rimane comunque significativo. A consegnare il dono avrebbe dovuto essere Tanji Bouchaib, presidente della Federazione islamica del Veneto e imam di riferimento per la comunità marocchina di Treviso insieme al mediatore culturale Abdallah Kherzaji, volto noto in città, impegnato da sempre nell’incontro tra culture.

Il dono voleva essere «un segno di distensione di fronte a polemiche che non hanno senso». Il riferimento va al caso della scuola elementare di Zerman ma anche ad altre realtà del territorio in cui le insegnanti decidono di evitare l’allestimento della natività, per “rispetto” ai bimbi di altre religioni. Una sorta di equivoco secondo Bouchaib.

«Noi non abbiamo nulla contro il presepe, anzi: costituisce una bella e antica tradizione da conservare» dichiara l’imam, deciso a formalizzare il suo pensiero attraverso il dono simbolico al vescovo Tomasi. Di ritorno dal Festival del cinema Migrante di Agadir Abdallah Khezraji sarà comunque presente all’incontro previsto dopo le feste: «Voglio esserci a nome della comunità marocchina perché si tratta di un gesto importante, con cui vogliamo consolidare contatti e amicizie».

Dunque la raffigurazione della nascita di Cristo (che gli islamici considerano un saggio profeta) non preoccupa chi segue gli insegnamenti di Allah e si colloca ben lontano dall’integralismo. «Noi sappiamo di vivere in un Paese di tradizione cristiana e abbiamo l’obbligo di rispettare questa tradizione» aggiunge Bouchaib, in piena sintonia con Khezraji che un paio d’anni fa, all’inaugurazione del Festival italo marocchino a Treviso, ha voluto riunire a uno stesso tavolo rappresentanti delle religioni cristiana, ebraica, musulmana. C’era pure Bouchaib a quell’incontro e in sintonia con il suo pensiero a Natale aveva donato un presepe al sindaco di Annone Veneto. L’imam abita a Cinto Caomaggiore, in provincia di Venezia, a pochi chilometri dai confini con la Marca trevigiana in cui è sempre presente, ad appuntamenti religiosi e culturali.

Quest’anno le polemiche legate al caso Zerman lo hanno addolorato e per questo aveva deciso di andare dal vescovo con un dono che è simbolo di pace. —

L.S.

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