Treviso, torna la zona rossa: dal 20 settembre per 120 giorni. Confermata la versione «extra-large»

Il via libera dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza: accolta la richiesta del sindaco Mario Conte. Il perimetro comprenderà anche San Zeno e via Dandolo. Entro fine anno il presidio fisso nell’ex edicola di via Roma

Torna la zona rossa a Treviso
Torna la zona rossa a Treviso

Torna la zona rossa a Treviso. Scatterà dal 20 settembre e resterà in vigore per 120 giorni, nella versione più ampia già sperimentata nei mesi scorsi. È quanto deciso questa mattina durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura.

La richiesta avanzata dal sindaco Mario Conte è stata dunque accolta dalle forze dell’ordine. Il perimetro sarà quello «extra-large»: oltre all’area della stazione e alla parte del centro storico che arriva fino a piazza Borsa, comprenderà anche San Zeno e via Dandolo, zone finite nuovamente al centro dell’attenzione dopo gli ultimi episodi di criminalità.

Torna la zona rossa a Treviso, il sindaco Conte: "Accolte le richieste dei cittadini"

Il sindaco ha inoltre annunciato che entro la fine dell’anno sarà istituito il presidio fisso nell’ex edicola di via Roma, un intervento chiesto da tempo anche da una parte della maggioranza.

Gli ultimi episodi e la richiesta di Conte

La decisione arriva dopo una serie di fatti che nelle ultime settimane hanno fatto risalire la tensione nel quadrante della stazione. A San Zeno un ragazzo è stato accoltellato durante una lite con un sedicenne; a questo episodio si sono aggiunti l’aggressione ai danni della barista del Caffè Diemme di via Roma e, lunedì pomeriggio, una tentata rapina ai danni di un anziano in via Dandolo.

Da qui la richiesta di Conte di ripristinare il provvedimento, che era stato interrotto a luglio.

Il perimetro della zona rossa

La nuova ordinanza riproporrà dunque la zona rossa nella configurazione più estesa, rimasta in vigore da marzo a luglio.

A sud della stazione il perimetro interesserà San Zeno e parte di Chiesa Votiva, lungo strada del Mozzato e via Sant’Antonino, con l’estensione anche a via Dandolo. Verso il centro storico saranno comprese l’area di via Roma, piazza Borsa, corso del Popolo, via Toniolo, via Fiumicelli, via Zorzetto e via Cacciatori del Sile.

All’interno dell’area le forze dell’ordine possono disporre l’allontanamento delle persone che, oltre ad avere determinati precedenti, tengano comportamenti ritenuti pericolosi o molesti. Chi viola il divieto di accesso può andare incontro alle conseguenze previste dalla normativa.

FdI: «Serviva rafforzare la presenza»

Il ritorno della zona rossa era stato accolto favorevolmente da Fratelli d’Italia, che nelle scorse ore aveva però sollecitato anche l’attivazione del presidio stabile della polizia locale in via Roma.

«Gli ultimi episodi chiedono un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine. E chiediamo il presidio stabile della polizia locale in via Roma, lì dove era stato previsto, almeno nelle fasce orarie maggiormente interessate dalle criticità», aveva dichiarato Marina Bonotto, alla guida del circolo trevigiano di FdI.

Proprio sul presidio è arrivata ora l’assicurazione del sindaco: sarà attivato entro la fine del 2026 nell’ex edicola di via Roma.

Anche Nicola Torresan, capogruppo della Lega, aveva auspicato il ritorno del provvedimento, chiedendo di estenderlo ulteriormente a piazza Pio X e via Collalto. «Noi vorremmo che la zona rossa diventasse fissa, i problemi non si possono risolvere in due mesi», aveva sottolineato.

Le opposizioni: «Non basta»

Critiche erano invece arrivate dai banchi dell’opposizione. «Non solo il presidio fisso, anche delle visite del ministro Piantedosi abbiamo sentito parlare più volte. Ma con gli annunci e la militarizzazione della città non si risolve nulla, sappiamo come andrà. È una storia già scritta», aveva attaccato Caterina Dozzo, di De Nardi sindaco.

Per Dozzo la zona rossa non può funzionare «se non è inserita in una strategia più ampia per la sicurezza». «Ormai è diventato un x

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