Lotta ai tumori con gli screening: otto donne su dieci aderiscono ai test
Nella Marca trevigiana screening oncologici sopra la media nazionale: adesione all’81,5% per il tumore al seno, 64,2% per la cervice uterina e 68,4% per il colon-retto. Ulss 2 tra le più virtuose d’Italia nella prevenzione

Screening oncologici, i trevigiani sono promossi a pieni voti. Oltre otto donne su dieci aderiscono ai controlli contro il tumore al seno. Bene anche la prevenzione per le patologie tumorali di colon e utero.
A certificarlo è l’ultimo bilancio dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, che fotografa una popolazione particolarmente attenta ai controlli e capace di rispondere agli inviti dell’azienda sanitaria con percentuali ben superiori agli standard fissati a livello nazionale.
Il trend
I dati parlano chiaro. Il programma che registra la partecipazione più elevata è lo screening mammografico rivolto alle donne tra i 50 e i 74 anni: l’adesione raggiunge l’81,5%, contro una soglia minima nazionale del 60%. Significa che oltre otto donne su dieci, una volta ricevuta la lettera d’invito, si presentano all’appuntamento per effettuare l’esame. Molto positiva anche la risposta agli altri due grandi programmi di prevenzione dei cosiddetti “big killer” oncologici.
Lo screening per il tumore della cervice uterina registra infatti un’adesione del 64,2%, mentre quello per il tumore del colon-retto raggiunge il 68,4%. In entrambi i casi le percentuali superano ampiamente il valore minimo nazionale fissato al 50%. Numeri che collocano la Marca trevigiana tra le realtà più virtuose del Paese e che raccontano una crescente cultura della prevenzione. Pur non avendo sintomi, la maggior parte di cittadini e cittadine della nostra provincia, accetta di dedicare tempo alla salute con l’obiettivo di individuare eventuali patologie nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono maggiori.
La performance
La risposta positiva dei cittadini emerge anche osservando il dato della copertura, che misura la quota della popolazione target effettivamente raggiunta dai programmi messi a punto dall’azienda sanitaria della Marca. Lo screening mammografico raggiunge una copertura del 69,7%, quello della cervice uterina del 72,1% e quello del colon-retto del 68,5%.
In sostanza, quasi sette persone su dieci, appartenenti alle fasce di età interessate, vengono effettivamente intercettate dall’autorità sanitaria e coinvolte nei percorsi di prevenzione.
Gli inviti
«L’adesione e la copertura misurano due aspetti diversi ma complementari. La prima indica quanti cittadini accettano di partecipare una volta ricevuto l’invito; la seconda misura invece la capacità del sistema sanitario di raggiungere l’intera popolazione bersaglio» evidenzia l’azienda ospedaliera.
Nel caso dell’Ulss 2 entrambi gli indicatori risultano particolarmente elevati e testimoniano l’efficacia delle campagne informative, degli inviti personalizzati e dell’organizzazione del servizio offerto gratuitamente alla popolazione.
Cure e farmaci innovativi
Più screening significa più diagnosi precoci. Un risultato positivo sul piano della salute pubblica, che comporta un aumento della richiesta di cure e trattamenti specialistici. Osservando l’ultimo bilancio aziendale si nota che la spesa per i farmaci antitumorali è aumentata del 5,78%, mentre quella per i farmaci oncoematologici ha registrato un incremento superiore al 13%. La distribuzione diretta di farmaci cosiddetti “ad alta complessità terapeutica” ha raggiunto un valore di oltre 44 milioni di euro.
L’Ulss di Marca sembra riuscire a reggere l’impatto anche sul fronte assistenziale. Un indicatore significativo riguarda i tempi di accesso agli approfondimenti diagnostici. Nel programma di screening mammografico il 98% delle donne che necessitano di ulteriori accertamenti riceve una proposta di approfondimento entro 28 giorni. Anche per il tumore del colon-retto risultati incoraggianti: l’87,2% delle persone con test positivo riceve la proposta di colonscopia entro 30 giorni dal referto, per poi passare all’intervento, se necessario.
L’epatite
Nei giorni scorsi l’Ulss 2 aveva diffuso anche i dati relativi allo screening dell’epatite C. Il bilancio: oltre 85.000 persone sottoposte al test, 67 casi di positività individuati e avviati alle cure specialistiche. Su una popolazione di 252.562 persone nate tra il 1969 e il 1989 e candidate al test, sono stati effettuati 85.501 prelievi di sangue per lo screening dell’HCV, il virus responsabile dell’epatite C.
In altre parole, circa un cittadino su tre appartenente alla fascia individuata dal programma nazionale ha già risposto alla campagna di prevenzione.
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