Treviso, il sindaco Conte chiede di nuovo la zona rossa: «La sicurezza è una priorità»
Dopo accoltellamenti, aggressioni e una tentata rapina, il sindaco Mario Conte torna a chiedere l’estensione della zona rossa. Nel mirino anche via Roma, San Zeno e l’area della stazione.

Tornare alla zona rossa, nella versione più ampia. Questo l’obiettivo del sindaco Mario Conto che oggi parteciperà al comitato provinciale ordine e sicurezza in prefettura.
Dopo l’aggressione a San Zeno, quando la scorsa settimana un ragazzo è stato accoltellato durante una lite con un sedicenne; quella ai danni della barista del Caffè Diemme in via Roma, lunedì pomeriggio una tentata rapina ai danni di un anziano in via Dandolo, la tensione nel quadrante della stazione è tornata altissima. Da qui la richiesta di tornare alla zona rossa, interrotta a luglio.
La puntura di FdI
Un provvedimento che sarebbe ben accetto da Fratelli d’Italia che però non manca di pungere il sindaco Conte. «Gli ultimi episodi chiedono un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine. E chiediamo il presidio stabile della polizia locale in via Roma, li dov’era stato previsto almeno nelle fasce orarie maggiormente interessate dalle criticità», dice Marina Bonotto, che guida il circolo trevigiano di FdI.
«Questioni economiche, si sta capendo come organizzarlo al meglio, ma certo è importante», dice Nicola Torresan capogruppo delle Lega ai 300. Che chiede l’estensione della zona rossa anche a «Piazza Pio X e via Collalto», rimaste escluse pure nella versione extralarge. «Ma noi vorremmo che la zona rossa diventasse fissa, i problemi non si possono risolvere in due mesi».
Dozzo
«Non solo il presidio fisso, anche delle visite del ministro Piantedosi abbiamo sentito parlare più volte. Ma con gli annunci e la militarizzazione della città non si risolve nulla, sappiamo come andrà. È una storia già scritta», attacca Caterina Dozzo (De Nardi sindaco). Per la consigliere comunale la zona rossa non ha senso «se non è inserita in una strategia più ampia per la sicurezza. Ormai è diventato un gioco interno alla maggioranza, tra Lega e FdI. Ma dal punto di vista dei cittadini non è cambiato nulla», aggiunge Dozzo.
Tocchetto: «Inefficace»
«Sono d’accordo che si debbano dare strumenti utili alla forze dell’ordine, ma credo che si debba essere formati a gestire situazioni nuove. Giocando sull’intolleranza si ottiene l’effetto contrario», conclude Dozzo. Anche per Antonella Tocchetto, consigliere del Pd, la zona rossa non è la soluzione: «Non ha cambiato nulla, perché i problemi sono sempre gli stessi. Istituirla nuovamente risponde a una richiesta di pancia e di percezione ma non risolve la questione».
Per la consigliera Pd andrebbe ampliato il progetto messo in atto ai giardinetti di Sant’Andrea, altra zona da anni al centro dei grattacapi di Ca’ Sugana e che con l’organizzazione di eventi, e un food truck fisso nel periodo estivo, ha visto attenuare i problemi di degrado e sicurezza che li attanagliavano. «Se sta funzionando lì, non vedo perché non esportarlo anche nell’area di via Roma. Potrebbe portare più persone a vivere la zona», conclude Tocchetto.
L’area coinvolta
Dal vertice di oggi in prefettura è probabile che Conte esca col ritorno della zona rossa. Quella in versione extralarge, rimasta in vigore da marzo a luglio. In questo caso coinvolgerebbe la zona a sud della stazione, abbracciando il San Zeno e parte di Chiesa votiva, lungo strada del Mozzato e via Sant’Antonino. Mentre in centro comprenderebbe piazza Borsa, Corso del Popolo, via Toniolo, e ancora via Fiumicelli e via Zorzetto (quella del Pam) via Cacciatori del Sile, oltre all’area di via Roma. All’interno del perimetro chiunque venga sorpreso a creare disordini viene allontanato e non può più mettere piede in zona. In caso di violazione scatta la denuncia o l’arresto.
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