Treviso, si intascò i soldi dei clienti: broker patteggia tre anni

Patteggiamento e tre anni di pena. Si chiude così la vicenda giudiziaria di Matteo Scattolin, ex promotore finanziario dipendente di Banca Treviso, accusato di aver sottratto oltre mezzo milione di euro dai conti di tre correntisti. Uno di questi era di Laura Pollini, compagna di Luciano Benetton.
Scattolin era finito ai domiciliari perché il gip Silvio Maras aveva ravvisato (a un anno dal licenziamento dall'istituto bancario) il pericolo di reiterazione del reato. Motivo: l'ex bancario, 40 anni, di Conegliano, si era appena reiscritto all'albo dei promotori finanziari. Nel corso delle indagini, i militari della Guardia di Finanza avevano appurato che il "buco" nei conti, che inizialmente si aggirava sui 350 mila euro, è lievitato fino a toccare quota 560 mila.
L'indagine delle Fiamme gialle è partita un anno fa grazie alla segnalazione del direttore generale di Banca
Treviso, Adriano Tartaglia. La tecnica per alleggerire i conti dei tre clienti era piuttosto articolata. Secondo gli investigatori, Scattolin, forte della fiducia dei clienti, faceva sottoscrivere un modulo di apertura della cassetta postale, guardandosi bene, però, dal consegnare le chiavi. Lo scopo era quello di farvi pervenire - e poi nascondere - la corrispondenza loro inviata dall'istituto di credito, in particolare gli estratti conto dei conti corrente. In questo modo, il bancario riusciva a sottrarre le somme senza che i clienti ne venissero a conoscenza.
I furti di denaro avvenivano in alcuni casi attraverso l'utilizzo di moduli di prelievo sottoscritti in bianco dai correntisti o con firme falsificate, in altri casi con l'utilizzo del bancomat con una tessera che naturalmente non era mai stata consegnata al legittimo titolare. Dalle indagini bancarie è emersa un particolare curioso:
Scattolin con quei soldi si dava alla bella vita, tanto da arrivare a spendere fino a 15 mila euro al mese.
Inizialmente la Procura aveva indagato Matteo Scattolin per appropriazione indebita. Ma, una volta accertata la tecnica, il reato s'è aggravato in furto.
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