Il progetto sicurezza del centrosinistra per Treviso: no zone rosse, scuole aperte, operatori di strada
La coalizione di centrosinistra ha presentato un pacchetto di misure sociali e politiche giovanili per costruire una città sicura e vissuta dai ragazzi: «La repressione senza ascolto e senza ricerca di un’alternativa è la certificazione del fallimento di un modello sociale e educativo»

A fianco alla risposta securitaria «fino ad ora inefficace», un pacchetto di misure sociali e politiche giovanili per costruire una città sicura e vissuta dai ragazzi. È questo il senso della proposta che la coalizione di centrosinistra (Avs, Coalizione Civica, Lista De Nardi, M5s, Pd, Partito socialista italiano, Più Uno, Treviso Civica, Volt) mette sul tavolo all’indomani del vertice in prefettura con il ministro degli Interni Matteo Piantedosi.
Scuole elementari aperte al pomeriggio, più fondi alle politiche giovanili «oggi ridotte a poco più di 100 mila euro su 100 milioni di bilancio», far tornare in città gli operatori di strada, aprire gratuitamente i luoghi della città a ragazzi e associazioni, e fondi per il diritto alla casa; a cui si aggiungono programmi più legati alla sicurezza come una maggiore presenza dei vigili sulla strada.
La visita di Piantedosi
«Conte continua a lavorare su politiche emergenziali e securitarie che hanno già mostrato di non dare risultati e di non seminare nulla per il futuro, dimenticando tutto il resto», ha detto Giovanni Tonella. «Il risultato della visita del ministro Piantedosi mi sembra deludente. Questi trenta agenti anti-maranza per quanto resteranno? E quando se ne andranno cosa lasceranno?», ha aggiunto Luigi Calesso (Coalizione Civica), «è una risposta inadeguata, come lo è la zona rossa».
Per Said Chaibi (Avs), «quest’amministrazione ha individuato nei giovani il suo nemico e ha cancellato quanto realizzato dall’amministrazione Manildo». Insomma lo scenario che la coalizione di centrosinistra vuole disegnare non è quello dei mezzi mimetici dell’esercito in via Roma, delle piazza blindate per i timori dei maranza, del degrado in luoghi centralissimi.
La ricetta
Da queste considerazioni nasce il progetto per la sicurezza della coalizione, che muove in primis dalla questione giovanile. Ed ecco che torna uno dei cavalli di battaglia del centrosinistra: gli operatori di strada. «Con la giunta Manildo si era tornati ad averne almeno uno. Che Conte ha subito fermato», ha detto Calesso. Ma come sulla strada, anche nelle scuole superiori e medie serve “un supporto specialistico costante che possa intercettare comportamenti a rischio” si legge nel programma. Un servizio questo che il Comune sarebbe chiamato a sostenere.
E poi gli spazi pubblici: maggiormente a disposizione dei giovani e gratuiti perché non vengano negati a chi non ha soldi in tasca. Le scuole elementare aperte tutto il giorno, sulla scorta di quanto stanno facendo alcune città come Padova e Bologna. Lo spazio pubblico poi ha a che fare anche con la “cura urbana”. «La vitalità del tessuto urbano», grazie alle attività commerciali e culturali, è la condizione necessaria; e ancora fare dei negozi etnici invece di un problema un «presidio sociale» coinvolgendo i titolari. E stop alle zone rosse «che non contribuiscono a ad affrontare i problemi ma solo a spostarli».
La casa e il sociale
E ancora rafforzare i servizi sociali, con l’assunzione di altro personale, spostare fondi dalle strade al recupero degli alloggi di proprietà comunale, aumentare i fondi per il diritto alla casa, monitorare i fenomeni di finanziarizzazione delle abitazioni, e stringere un accordo con Ater affinché le persone non vengano sfrattate prima che il Comune sia in grado di trovare una soluzione abitativa. Proposte che nei prossimi giorni saranno oggetto di un volantinaggio in città.
I soldi
Tutte azioni che prevedono di avere le casse pubbliche gonfie di denaro, situazione che però non corrisponde all’attualità a Ca’ Sugana. «Sicuramente c’è del margine per razionalizzare e riorganizzare alcune spese. Ma ben sappiamo che oggi i Comuni non possono fare molto solo con le loro risorse; quello che si riesce a fare lo si fa con fondi da altri enti, dall’Europa in giù. Ma per ottenerli bisogna avere i progetti, cosa questa che a Treviso non accade, noi invece abbiamo un programma per farlo», ha detto Stefano Pelloni, capogruppo del Partito Democratico.
In quanto a fondi Calesso ha ricordato come per le politiche giovanili oggi Ca’ Sugana spende «poco più di 100 mila euro, meno dei 275 mila per il Natale». Per Chaibi «si deve anche andare a vedere quali progetti oggi si finanziano: che non siano magari aperitivi sulle mura di qualche associazione».
Coordinare i Comuni vicini
«Riteniamo doveroso che Conte risponda positivamente all’invito della sindaca di Silea Angela Trevisin per la convocazione degli Stati generali sulle ragazze e sui ragazzi. La diversa appartenenza politica non può diventare ostacolo alla costruzione di politiche integrate e coordinate», sostengono da Treviso Civica e lista De Nardi.
«La repressione senza ascolto e senza ricerca di un’alternativa», concludono, «è la certificazione del fallimento di un modello sociale e educativo».
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