Fusione tra Cavaso e Castelcucco, seggi aperti fino alle 15 di lunedì 26

In corso il referendum per dare vita al Comune di Borghi del Grappa, i due primi cittadini hanno votato nella mattinata di domenica. Il quorum fissato al 25 per cento, richiesta anche la maggioranza dei voti validi. Scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi

Vera Manolli
Gino Rugolo, sindaco di Cavaso del Tomba, e Paolo Mares, sindaco di Castelcucco, alle urne
Gino Rugolo, sindaco di Cavaso del Tomba, e Paolo Mares, sindaco di Castelcucco, alle urne

Due paesi, un solo futuro amministrativo. Domenica 25 ottobre e lunedì 26 ottobre 2026 i cittadini di Cavaso del Tomba e Castelcucco sono chiamati alle urne per il referendum sulla fusione che potrebbe dare vita a Borghi del Grappa.

I seggi sono stati allestiti sabato: si vota domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. In gioco c’è la scelta tra mantenere gli attuali Comuni o avviare un percorso di unione, con le opportunità indicate dai sostenitori e le preoccupazioni di chi teme di perdere autonomia e identità.

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L’affluenza

Nella mattina di domenica i primi cittadini di Castelcucco Paolo Mares e Cavaso del Tomba Gino Rugolo sono andati a votare. E lo stesso hanno fatto già 262 elettori a Castelcucco e 264 a Cavaso (dato delle 12) con un’affluenza rispettivamente del 10 e del 7,8 per cento.

Il quorum da raggiungere perché il referendum consultivo sia considerato valido è del 25 per cento. Ma solo a urne chiuse si saprà cosa hanno scelto i cittadini.

Dove si vota

A Castelcucco si vota al Centro sociale di via Montegrappa 1, dove sono allestite due sezioni. Gli aventi diritto sono complessivamente 2.619, di cui 854 iscritti all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero. La prima sezione conta 1.324 elettori, la seconda 1.295.

A Cavaso del Tomba gli aventi diritto sono 3.383, di cui 1.079 iscritti all’Aire. I tre seggi elettorali sono riuniti in un unico stabile in piazza della Vittoria 1.

In totale, i due Comuni contano 6.002 elettori, di cui 1.933 iscritti all’Aire. Oltre al quorum, abbassato in virtù dell’alto numero di residenti Aire, è richiesta anche la maggioranza dei voti validamente espressi. Gli esiti saranno valutati sia complessivamente sia separatamente per ciascun Comune. L’eventuale fusione dovrà poi essere approvata con legge regionale.

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