Treviso, maggioranza ai ferri corti. Freda contro Conte: «Irricevibile il suo ultimatum»
Il presidente di Fratelli d’Italia chiede un confronto al sindaco e giunta: «Così alimenta le tensioni, ci vuole rispetto per il nostro movimento».

A poche ore dalle parole con cui Mario Conte ha sancito la tregua condizionata, Fratelli d’Italia riapre lo scontro: «Il suo ultimatum è irricevibile. Serve subito un confronto», ha detto Raffaele Freda, presidente provinciale di Fratelli d’Italia. La risposta di Conte: «Hanno due assessore e consiglieri, i luoghi del confronto già ci sono».
La crisi aperta dal post di Prima i trevigiani – comitato civico a cui aderiscono i consiglieri comunali di Fdi Alberto Ciamini e Jennipher Gola – però è tutt’altro che superata. Quel “al prossimo post sono in minoranza”, pronunciato da Conte viene rispedito al mittente da Freda. «Parole irricevibili, specie considerando che si fa riferimento alle esternazioni di chi non è un nostro iscritto. Un ultimatum di questo tipo rischia soltanto di alimentare ulteriormente tensioni che nell'ultimo periodo si sono già esacerbate e che invece dovrebbero essere ricomposte per concentrarsi sulle questioni reali che interessano ai cittadini. Concordo sul fatto che ci voglia lealtà ma ci vuole anche rispetto della dignità del nostro movimento e di chi ci ha votato», dice Freda.
«Il problema del decoro e della sicurezza esiste e riguarda tutti. Diamo atto di quanto di buono è stato fatto dall’amministrazione ma credo che nessuno possa pensare che denunciarlo o sollecitare degli interventi significhi essere all’opposizione. Chiediamo», aggiunge Freda «al resto della maggioranza un tavolo di confronto al quale siedano i rappresentanti di Fratelli d'Italia, la giunta e l'amministrazione per affrontare tutti i temi che riguardano Treviso».
«In queste ore», conclude Freda «ho incontrato tutti i consiglieri comunali del partito e gli assessori. Abbiamo affrontato anche le questioni relative alla maggioranza e alla situazione politica cittadina e la posizione che oggi esprimo è condivisa da tutti. Non c'è alcuna volontà di rompere, ma nemmeno possiamo accettare che nei confronti di Fratelli d'Italia vengano utilizzati, ancora una volta, minacce e ultimatum come metodo di confronto politico».
Per Conte «il dialogo non è mai mancato e continuerà a esserci. Fratelli d’Italia ha i propri rappresentanti in consiglio ed esprime due assessori. Gli strumenti per confrontarsi, quindi, ci sono tutti. Far parte di una maggioranza significa confrontarsi, anche quando ci sono sensibilità differenti e poi assumersi insieme la responsabilità di amministrare e trovare soluzioni. Per questo non credo ci sia bisogno di creare ulteriori tavoli di confronto. Utilizziamo pienamente le sedi esistenti».
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