Verso le comunali 2027 nella Marca, la partita dei municipi agita il centrodestra
Già 23 Comuni verso le amministrative in primavera, 4 di questi possono arrivare al ballottaggio. Montebelluna e Villorba verso la continuità, Conegliano e Oderzo in ballo. A Treviso il futuro nelle mani di Conte: la scadenza è il 2028 ma la sua uscita verso Roma anticiperebbe le urne

L’incognita Treviso, quattro comuni da ballottaggio al voto, altri 19 a rinnova il sindaco. Il 2027 sarà un anno di svolta per molti comuni e, affiancato alle politiche, e fondamentale anche per i rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia. Perché oltre a giocarsi partite fondamentale alle urne, i risultati poi vanno declinati anche nelle partecipate e nelle multiutilities. Dove, con tutti i “se” e i condizionali del caso, potrebbe esserci il sorpasso di Fratelli d’Italia. Ma sarà anche il primo test per Vannacci.
Le certezze al momento sono due. Ancor prima che si aprano i giochi, almeno due partite sono fatte. Nessuno ai vertici di Lega e Fratelli d’Italia, mette in dubbio la continuità a Montebelluna e a Villorba. Adalberto Bordin correrà per il suo secondo mandato, sostenuto dal centrodestra; e Francesco Soligo farà altrettanto a Villorba.
A Montebelluna c’è un’incognita in più, ovvero il ruolo che avrà Forza Italia. Il segretario comunale Gianni Garbujo ha detto: «Mai con Bordin». E ha chiesto all’assessora Debora Varaschin che ha la delega alla pubblica istruzione, eletta nella civica del sindaco “Grande Montebelluna”, ma tesserata Fi, di lasciare la giunta.
A cinque mesi dall’attacco però Varaschin è ancora al suo posto. Molto dipenderà dalla segreteria, oggi affidata al commissario Fabio Marin.
A Villorba invece appare solida la leadership di Francesco Soligo, che da un anno è ancora presidente della conferenza dei sindaci. Entrambi però, Soligo e Bordin, sono leghisti; e questo peserà sulla trattativa per gli altri due municipi importanti al voto, Conegliano e Oderzo. Fratelli d’Italia non ha certo intenzione di incassare un 4-0 da una Lega, secondo i sondaggi, ai minimi storici.
La partita più complesso, anche per la coalizione è di certo Conegliano. Fabio Chies non può ricandidarsi (nonostante sia intervenuto il commissariamento, la sua prima legislatura è durata più due anni e mezzo) ma nel suo Comune, conta, eccome.
Ha una battaglia interna al partito da vincere - dopo che Flavio Tosi gli ha tolto al segreteria a favore del rampante Fabio Marin - probabilmente si presenterà al congresso provinciale. D’altra parte la Lega mai è riuscita ad andare al governo di Conegliano, e anche oggi siede all’opposizione. Anche in questo caso le segreterie vorrebbero garantire coalizione di centrodestra; e FdI è convinta ad ottenere un proprio candidato sindaco. Conegliano è il comune più contendibile dal centrosinistra trai quattro al ballottaggio, una spaccatura finirebbe per favorirlo.
A Oderzo la partita è ancora tutta da giocare. Maria Scardellato non può ripresentarsi alle urne, e in questi anni non si è palesato un suo successore naturale. Da Bepi Covre in poi la Lega però lì ha grande tradizione, è la città di Franco Manzato. Ma anche qui Fratelli d’Italia si siederà al tavolo delle trattativa senza complessi d’inferiorità.
Il capitolo Treviso è invece nelle mani di Mario Conte. Se si voterà alle politiche in primavera, e Conte si candiderà, Ca’ Sugana sarà commissariata e si andrà al voto. Delle difficoltà della coalizione si dice nell’articolo a fianco; ma la Lega intanto sta mettendo sul piatto i suoi candidati. Alessandro Manera, vicesindaco attuale, o l’assessore al bilancio Christian Schiavon.
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