Attacco all’Iran, l’oste dei Naneti bloccato in Thailandia: «Spazio aereo da aggirare»

Andrea Renosto doveva rientrare domenica alle 13 al Marco Polo di Tessera, via Dubai. Tornerà quasi una settimana dopo, sabato, via Pechino, con Air China

Andrea Passerini

Sono decine, forse centinaia i turisti trevigiani in Asia che si sono trovati bloccati al momento di rientrare in Italia, perché avevano scali a Dubai e negli altri paesi arabi e c’è pure chi volava in Africa, per esempio a Zanzibar o in Madagascar.

Fra loro anche Andrea Renosto, oste dei centralissimi Naneti di vicolo Broli a Treviso, che viaggiava in Thailandia e in altri paesi asiatici con la compagna Agata Cappelletto.

Doveva rientrare domenica alle 13 al Marco Polo di Tessera, via Dubai. Tornerà quasi una settimana dopo, sabato, via Pechino, con Air China.

«La premessa è che avremmo dovuto tornare facendo scalo a Dubai giusto il giorno degli attacchi. Nemmeno l’avessimo previsto, ci eravamo presi un giorno in più qui» spiega, «il giorno dopo siamo arrivati in aeroporto verso mezzanotte, il volo per Dubai era fissato per le 3, e non era stato ancora cancellato, anche se avevamo visto che cominciavano le prime cancellazioni».

La premessa allo stop globale di un continente: «In poco tempo è scattato il maxi blocco, ed Emirates ci ha inviato subito una mail in cui ci chiedeva di scegliere la formula del rimborso, o la loro riprotezione, senza però alcuna certezza. Abbiamo scelto il rimborso, e ci siamo messi a cercare un volo di rientro».

Andrea e Agata hanno a quel punto cercato soluzioni ragionevoli che aggirassero il Medio Oriente con lo spazio aereo off-limits.

Ma la prima possibilità era appunto uno scalo a Pechino, ripartendo cinque giorni dopo, con Air China. «L’abbiamo presa con filosofia e realismo, è una situazione senza precedenti, sfrutteremo ancora qualche bella città della Thailandia».

Con buona pace dei Naneti, che riapriranno in questi giorni dopo alcuni giorni di ferie. Agata, dal canto suo, ha utilizzato anche la modalità smart, sfruttando l’opportunità data dai centri di Bangkok per il co-working.

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