Morto dopo l’aggressione al parco, i carabinieri acquisiscono i tabulati telefonici
Gli investigatori stanno cercando di individuare chi c’era nel parco con l’indiano il 4 luglio. Dopo che l’autopsia ha accertato la morte violenta, è stato aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti

I carabinieri stanno serrando i tempi delle indagini nel tentativo di dare un nome e un volto agli uomini, in particolare di nazionalità indiana, che nel pomeriggio di sabato 4 luglio scorso, si trovavano all’interno del piccolo parco comunale adiacente al dormitorio di via Pasubio dove è stato aggredito.
E per farlo hanno acquisito i tabulati dei cellulari dell’area di Sant’Angelo per verificare chi ci fosse in quella zona, tra le 17 e le 18, del giorno dell’aggressione.
Ormai non ci sono dubbi o misteri sulla natura della morte di Dupinder Jeet Singh, 37 anni, il senzatetto indiano, a Treviso da almeno quattro anni, morto il 14 luglio scorso, dieci giorni dopo il suo ricovero all’ospedale Ca’ Foncello. Perché di morte violenta si tratta come ha stabilito l’autopsia (decesso per forte trauma cranico”) e perché non si sono ormai dubbi sull’attendibilità di due supertestimoni che erano nei pressi del parco di via Pasubio il giorno dell’aggressione. Non a caso, il sostituto procuratore Gabriella Cama ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio preterintenzionale.
Nell’immediatezza dei soccorsi, nel pomeriggio del 4 luglio scorso, prestati all’indiano trovato ferito seriamente, ma cosciente, i sanitari del 118 avevano subito riscontrato delle ferite al volto e alla testa di Dupinder Jeet Singh.
Il senzatetto asiatico, seppur dimostrando i sintomi classici di chi aveva bevuto alcolici, aveva riferito agli infermieri dell’ambulanza di essere stato aggredito da alcuni connazionali nel parchetto di via Pasubio.
Se la sua versione dei fatti poteva essere messa, inizialmente, in discussione a causa del suo stato psico-fisico, i dubbi sono spariti quando, spontaneamente, un cinquantenne italiano, che frequenta il dormitorio di via Pasubio, si è presentato dai carabinieri per dire di aver assistito, quel sabato pomeriggio, all’aggressione di Dupinder Jeet Singh. Non solo, ma è stato trovato un altro testimone, ritenuto attendibile dagli investigatori, che ha raccontato i minuti precedenti l’aggressione, quando ha trascorso un po’ di tempo con la vittima al parchetto.
I carabinieri, all’indomani del decesso del senzatetto indiano si sono recati al parco con guanti e mascherine a caccia di indizi che potessero in qualche maniera risolvere il caso.
Sono state sequestrate delle bottiglie di alcolici ed è stata passata al setaccio l’area del parco, ormai diventato un dormitorio a cielo aperto, nella notte, per disperati e senzatetto. «Vengono qui, bighellonano per tutta la giornata, in particolare di sera, bevono bottiglie di birra o di alcolici e poi litigano tra di loro», testimonia un residente. Nel frattempo, però, l’indagine prosegue a caccia dei responsabili della morte di Dupinder Jeet Singh.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








